Incontro bilaterale oggi a Pechino: Cina e Usa tentano la riappacificazione

Il vicesegretario di Stato americano, James Steinberg

Dopo i freddi rapporti diplomatici degli ultimi mesi, Pechino e Washington puntano ad una “normalizzazione” dei rapporti, con un incontro atteso oggi proprio nella capitale cinese. Due alti diplomatici americani giungeranno in Cina con lo scopo di attenuare le polemiche e le tensioni tra i due paesi, generatesi a seguito di vari episodi: su tutti la decisione americana di vendere armi a Taiwan, l’incontro di Barack Obama con il Dalai Lama e le polemiche di Google sull’attività di censura del governo cinese.

I due importanti diplomatici americani sono nella fattispecie il vicesegretario di Stato americano James Steinberg e il direttore per l’Asia del National Security Council, Jeffrey Bader. “Abbiamo attraversato un tratto di cammino impervio, e penso che sia interesse di entrambi, sia degli Usa che della Cina, tornare alle normali relazioni il più rapidamente possibile”, ha commentato ieri Philip Crowley, portavoce del Dipartimento di Stato americano. A lui ha fatto da controcanto il premier cinese Wen Jiabao, che ha detto di volere che si alleggeriscano le frizioni con gli Usa sugli scambi commerciali.

Di fatto gli argomenti dell’incontro diplomatico non riguarderanno specificamente le polemiche intercorse tra i due paesi. Gli americani premono particolarmente per ottenere l’appoggio cinese riguardo alle sanzioni contro il programma nucleare iraniano. A detta degli americani, infatti, l’arricchimento dell’uranio al 20% – a cui Teheran sta provvedendo autonomamente – non è dettato da esigenze energetiche ma serve in realtà alla produzione di bombe atomiche. La Cina però, sul tema si è più volte mostrata riluttante, essendo l’Iran il suo terzo principale fornitore di petrolio. Pechino potrebbe così optare per una piccola sanzione simbolica (ma nulla dal punto di vista pratico), per evitare di rovinare i rapporti politico-commerciali con Teheran.

Altro tema caldo, ma sempre legato al nucleare, è la scelta della linea da adottare verso la Corea del Nord. Il paese asiatico è stato isolato diplomaticamente dall’anno scorso, quando è trapelata la notizia di alcuni suoi test nucleari. La Corea del Nord ha posto una serie di condizioni al suo ritorno al tavolo delle trattative, tra cui la fine delle sanzioni Onu e una discussione con gli Usa su un trattato di pace che sostituisca il cessate-il-fuoco che pose fine alla guerra di Corea del 1950-53 e che è ancora in vigore.

Roberto Del Bove