Messina, ancora frane: per la Protezione civile la situazione è grave

Non c’è pace per la provincia di Messina, continuamente esposta a frane e assestamenti di natura geologica.

Dopo la maxi-evacuazione di 1.500 persone a San Fratello, intorno a metà febbraio, adesso un movimento franoso procede a circa 7-10 chilometri l’ora, coinvolgendo e preoccupando le piccole frazioni di Lineri e Ricchio appartenenti al comune di Caronia.
A fronte della situazione dalla mezzanotte in poi sono state fatte evacuare 120 persone residenti nell’area collinare a rischio. Stamattina sono state disposte, urgentemente, nuove evacuazioni in quanto sui muri di alcune case hanno iniziato a comparire vistose ed inquietanti crepe.

Inizialmente, nell’arco della nottata, hanno fronteggiato le prime ore dell’emergenza i carabinieri e le forze dell’ordine; stamane sono arrivati i rinforzi della Protrezione civile.

La frana ha destato parecchie preoccupazioni soprattutto perchè sulla sua traiettoria c’è anche la scuola media di Lineri della quale è stato, prontamente, sbarrato l’ingresso sia agli alunni che agli insegnanti al fine di scongiurare un’eventuale tragedia.

La valutazione della situazione è tutt’altro che positiva: gli esperti hanno ritenuto la questione molto seria. Non molla il sindaco di Caronia, Giuseppe Collura, che sta gestendo i primi interventi senza mai abbandonare la zona posta sotto la propria “giurisdizione”, ecco le sue parole:

Stiamo predisponendo un centro di coordinamento al comune  e abbiamo attivato tutte le procedure previste in questi casi. La frana, per le sue modalità, presenta numerose analogie con quella di San Fratello, anche se fortunatamente non minaccia il centro del paese. Il fronte si sta muovendo velocemente ed è molto ampio.

In questa zona la terra e la montagna non trovano pace: è letteralmente sprofondato, infatti, un tratto della strada provinciale 168 che collega Caronia a Capizzi.

Il primo cittadino, particolarmente allarmato sottolinea:

La situazione e’ molto grave  la frana avanza e rischiamo l’isolamento”.

L’unica “fortuna“, anche se questo termine poco calza con la pesante situazione, risiede nel fatto che la zone colpita non è particolarmente urbanizzata.

Valeria Panzeri