Riccardo Scamarcio “mina vagante” nel nuovo film di Ozpetek

Riccardo Scamarcio diventa gay e per la prima volta bacia un uomo nel nuovo film di Ferzan Ozpetek, “Mine Vaganti”: «All’inizio ero preoccupato perché il mio personaggio è un po’ passivo, reagisce ma non agisce: è difficile, pieno di sfumature, temevo che il pubblico non provasse empatia con lui», afferma l’attore. Scamarcio confessa addirittura che questo disagio, i primi giorni, l’ha portato a liti furibonde con il regista: «Il terzo giorno abbiamo litigato violentemente, volevo lasciare il set, perché Ferzan continuava a farmi tagliare i capelli ogni giorno di più: ero infuriato. Poi ci siamo conosciuti meglio e piaciuti». Il suo personaggio, Tommaso, è un ragazzo che, dopo aver frequentato l’università a Roma, torna a Lecce per rivelare la sua omosessualità alla famiglia, anche se sa che questo scatenerà drammi. Ma accade l’imprevedibile: suo fratello Antonio (Alessandro Preziosi) confessa prima di lui di essere gay e Tommaso deve fronteggiare la bufera che si scatena in famiglia. Suo padre entra in crisi, la madre non vuole capire.

Questo film segna il ritorno di Ozpetek alla commedia corale e racconta con toni lievi la storia di una famiglia classica, molto diversa da quelle allargate de “Le fate ignoranti” e “Saturno contro”. Al centro della narrazione, però, c’è sempre la tematica dell’omosessualità e della lotta contro le convenzioni sociali: «Sono tornato alla commedia piena di personaggi per poter ridere anche su cose drammatiche – dice il regista -. Io non sono contro la famiglia classica, anche se penso che comunque ci sia anche una famiglia fatta dagli amici, dalle persone che hai scelto. Io, in fondo, racconto sempre gli affetti».

I personaggi del film, dalla nonna, Ilaria Occhini, alla zia, Elena Sofia Ricci, soffocano la loro vita in nome delle convenzioni. Il loro sarà un percorso di “liberazione”, portato a termine anche grazie ai due fratelli gay: Alessandro Preziosi definisce il suo personaggio e quello di Scamarcio «assassini della normalità». Ma il più chiaro nello spiegare come il film si schieri contro il conformismo è Ennio Fantastichini, che interpreta il padre di Scamarcio: «Oggi in giro c’è un’omofobia preoccupante, una grande violenza contro la diversità. Ci tengo che questo Paese cambi punto di vista e credo che, quando agli italiani presenti una cosa profonda in chiave di commedia, la capiscano e la accettino».

m.e.t.