Calcio, Balotelli: “scommettete che vado al mondiale?”

In una intervista rilasciata ad un inviato delle Iene  (  in onda questa sera su Italia1),  il giovane fuoriclasse dell’Inter parla di tutto e strizza l’occhio  a Lippi per una sua eventuale convocazione tra i 23 per il Mondiale sud africano previsto a giugno.
Alla battuta del giornalista:  “vuoi che ti porto  una maglia della nazionale dal mondiale?”. SuperMario, infatti, risponde: “  Te la porto prima io…scommettiamo una cena. Se ti porto la maglietta, mi paghi tre cene e in caso che vinciamo i Mondiali te ne pago 40, quante ne vuoi, tutto l’anno..”.
Un Balotelli, quindi, convinto delle sue potenzialità come convinto della sua presenza al prossimo campionato del mondo.
Nell’intervista però, l’asso dell’Under 21 (in campo oggi alle 18:00 con diretta su Raidue contro l’Ungheria) parla anche di razzismo e del tecnico portoghese Mourinho.  “Mourinho mi vuole bene e proprio perché mi vuole bene litighiamo spesso”, dice Balotelli prima di affrontare il tema dei cori discriminatori sul suo conto. “Io sono italiano e cercano di prendersela con questa cosa della pelle, ma io sono italiano e loro lo sanno. Qual è la soluzione? Io sono solo una piccola parte di questo mondo, non posso cambiarlo, però credo che stia migliorando. Io non mi fermerei anche se fanno queste cose dall’inizio alla fine, ma se toccano un altro e se avessi il potere, allora fermerei le partite o le farei giocare a porte chiuse. Comunque, secondo me è solo un modo per intimidire…”. Timore che comunque non intacca la voglia di vittoria e di calcio di Mario. Già proiettato alla gara di ritorno di Champions League contro il Chelsea, prevista per il 16 marzo a Londra: “Se noi pensiamo a noi e a come siamo forti, perché dobbiamo pensare agli altri? Li mangiamo tutti, secondo me… Quest’anno possiamo toglierci delle  grandi soddisfazioni.”

I tifosi dell’Inter sono così avvertiti, Mario è giovane ma la sua incoscienza mista ad una classe notevole possono portare in alto lui, la sua fama ma soprattutto l’Inter.

Paolo Piccinini