Primo impianto di cuore artificiale ad Ancona

Lo scorso 26 Febbraio l’equipe dell’Unità operativa di Cardiochirurgia Pediatrica dell’Azienda Ospedali Riuniti diretta dal Dott. Marco Pozzi ha effettuato, per la prima volta, un intervento di impianto di cuore artificiale, con un sistema di assistenza ventricolare con due ventricoli separati.

Il paziente sottoposto all’intervento è stato un ragazzo di 13 anni di origine albanese, affetto da grave cardiomiopatia restrittiva.

Questa patologia consiste nell’incapacità dei ventricoli a rilasciarsi nella fase diasistolica del cuore, causando una pressione molto alta su entrambi i lati atriali, e riportando gravi problemi anche a polmoni e sistema venoso.

Il tredicenne aspettava il trapianto da circa 20 mesi, durante i quali la speranza ha bussato inutilmente alla sua porta per ben due volte. Dopo la cancellazione di due trapianti, e il peggioramento delle sue condizioni, il terzo tentativo è andato a buon fine, proprio quando le sue condizioni stavano precipitando.

“Per questo motivo – spiega una nota stampa dell’ospedale regionale di Torrette – abbiamo quindi deciso di procedere con l’impianto del cuore artificiale.
L’intervento consiste in:
stereotomia mediana con esposizione del cuore. 4 cannule vengono inserite e suturate nel cuore: 1) atrio sinistro, 2) atrio destro, 3) arteria polmonare, 4) aorta.
Queste cannule vengono fatte uscire dal torace e collegate a due ventricoli artificiali che funzionano pneumaticamente col supporto e controllo di una macchina esterna. Questi ventricoli possono sostituire completamente la funzione del cuore e consentono al paziente una buona motilità. Il paziente può infatti non solo alzarsi, ma addirittura andare in giro e giocare. Se l’impianto rimane per mesi è possibile anche mandare a casa il paziente con questo tipo di supporto.
In genere ci si aspetta di poter poi eseguire un trapianto nel giro di qualche mese dall’impianto, ma vi è attualmente un paziente che vive con il cuore artificiale da circa 3 anni.
Il nostro paziente ha tollerato l’intervento molto bene ed è stato estubato domenica sera.
Ora è sveglio e perfettamente attivo. Pensiamo di tenerlo qualche giorno in TIPO e poi di farlo salire in corsia.
E’ stato possibile eseguire l’intervento grazie alla professionalità e disponibilità di tutta l’équipe della Cardiochirurgia Pediatrica della TIPO. Equipe che è rimasta, tra l’altro, fortemente impressionata dal bambino per la sua maturità e sensibilità, sicuramente sviluppata da molti anni di malattia ed incontrarlo e parlargli è stata un’esperienza che ha colpito tutti, anche per la sua dignità e capacità di vivere con la sua condizione”.

g.