Di Girolamo non è più senatore. Scontro tra Finocchiaro e Gasparri

Quello di oggi è stato l’ultimo giorno da senatore per Nicola Paolo Di Girolamo. La sua avventura in Parlamento termina appena  dopo le 12, nel momento in cui il Presidente del Senato Renato Schifani proclama l’esito della votazione a scrutinio segreto: sono 259 i senatori che dicono sì alle sue dimissioni, 16  quelli contrari e 12 gli astenuti.

L’esponente del Pdl ha ammesso la leggerezza dei suoi comportamenti ma ha anche affermato di essere estraneo  a ogni organizzazione criminale. Dopo l’intervento in Senato, Di Girolamo si rimette a sedere, salutato da un breve applauso dai banchi del Popolo delle Libertà. Il fatto non sfugge al presidente dei senatori del Partito Democratico Anna Finocchiaro che fotografa come “inimmaginabile” quel saluto “scrosciante e  caloroso”. Invece per i colleghi Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, il gesto va interpretato come segnale di rispetto e di solidarietà umana.

Dalle opposizioni un’accusa molto precisa: prima delle dimissioni del senatore, era giusto e discutere della decadenza di Di Girolamo dal mandato, così come era stato deciso con voto unanime dalla Giunta delle immunità nell’ottobre 2008.  Quella decisione, comunque, era stata “congelata” con l’approvazione, il 29 gennaio 2009, dell’ordine del giorno presentato dal senatore Sergio De Gregorio (ex Idv), presidente dell’associazione “Italiani nel Mondo” di cui Di Girolamo è membro. L’odg aveva “sospeso” l’efficacia della delibera di Giunta in attesa di nuove e più precise contestazioni da parte della magistratura.

In aula, Anna Finocchiaro ha criticato aspramente la maggioranza che sostiene il governo per l’ostinata difesa dell’odg De Gregorio a causa del quale “si sospende un’attribuzione esclusiva della  Giunta per le elezioni e si decide che la permanenza del senatore Di Girolamo, e dei molti altri che verranno nella storia  repubblicana, è appesa alla decisione dei giudici ordinari”. Immediata la reazione del Pdl. Maurizio Gasparri ha accusato l’esponente del Pd Finocchiaro di “rifugiarsi vilmente nei codicilli e nei cavilli”.