Dichiarazioni shock di Paolo Brosio, tra alcool, sesso e cocaina

Il celebre giornalista, Paolo Brosio, è il classico esempio di come la popolarità non metta al riparo da una “vita allo sbando”. Brosio lo sa bene, e ha deciso di raccontare la sua esperienza personale nel suo libro autobiografico, intitolato “A bordo del baratro”, in cui ha rivissuto tutti i momenti più tragici che hanno segnato la sua vita. Una vita all’insegna della trasgressione come reazione al grande dolore che lo ha caratterizzato.

Brosio ha così raccontato, ai microfoni di Radio 1 Rai, nel corso della trasmissione “Attenti al Pupo”: “La morte di mio padre mentre ero in viaggio per lavoro, l’attentato incendiario a Twiga, il locale aperto con Flavio Briatore e Marcello Lippi, il divorzio da mia moglie Gretel, è successo tutto insieme e sono crollato. Allora ho affrontato il problema dell’alcool, del sesso, della droga e della cocaina. Io mi sono ammazzato e stavo per lasciarci le penne”.

Il noto giornalista televisivo ha poi aggiunto: “Non ero un cocainomane ma ero fissato con le donne e per raggiungere la trasgressione e dimenticare ciò che mi era accaduto ho esagerato e per la prima volta sono strapiombato. Prima ero assorbito dal lavoro, era una corsa continua per avere l’esclusiva, ed ho tralasciato i valori veri della vita”.

E’ stata una profonda riflessione personale a portare così il giornalista Brosio, a comprendere che la sua vita fin troppo stressata e piena di impegni lavorativi, ma in ogni caso caratterizzata anche dalla popolarità e dal denaro, non era quella che desiderava realmente. Da lì, la svolta: “È strano, Fede (Emilio, ndr.) mi ha dato popolarità immensa, mentre la fede spirituale mi ha salvato”.

Proprio affidandosi alla fede e alla preghiera che Brosio è riuscito a vedere ciò che lo circondava con occhi finalmente nuovi. Paolo racconta allora di una notte di fine anno, nel corso di una festa “dove accadeva di tutto”: “mi sono fermato e ho detto un’Ave Maria. Di colpo mi sono sconvolto, ho avuto una folgorazione, e in quel momento ho capito che dovevo dire basta a quel tipo di vita”.

Emanuela Longo