Film in televisione: Kevin Spacey in “I soliti sospetti”

A partire da oggi, il canale satellitare SkyCinema Mania trasmetterà il thriller, del 1995, “I soliti sospetti” (titolo originale “The usual suspects”). La pellicola, diretta da Bryan Singer, è interpretata da Kevin Spacey, Gabriel Byrne e Benicio Del Toro (attualmente al cinema, insieme ad Anthony Hopkins, con “Wolfman”).

Il piccolo truffatore Roger “Verbal” Kint (Kevin Spacey), è indagato per la misteriosa esplosione, nel porto di Los Angeles, di una nave sospettata di trasportare un pesante carico di droga. Prosciolto da ogni accusa, Roger è costretto a subire un ultimo interrogatorio. Inizia un lungo racconto in flash-back che coinvolge i soliti piccoli criminali: l’ex poliziotto corrotto Dean Keaton (Gabriel Byrne), lo scassinatore Todd Hockney (David Pollack) e i due ricettatori McManus (Stephen Baldwin) e Fenster (Benicio Del Toro)…

La storia viene presentata come la ricostruzione dell’interrogatorio di “Verbal” Kint e si alterna con scene dalla deposizione stessa. La trama procede attraverso immagini accompagnate da una voce narrante fuori campo e intervallate da flash-back, colpi di scena e addirittura immagini menzognere. L’enigma viene sciolto, alla fine del thriller tramite un paio di sorprese e qualche azione violenta quasi sospesa tra la parodia e il fantastico.

Se “I soliti sospetti”, nelle prime inquadrature sembra un semplice giallo, un film di genere anche abbastanza sconclusionato, basta osservarlo meglio per qualche minuto per trovarlo molto più profondo. I topoi del genere ci sono tutti: dalla violenza al mistero, dall’indagine alla risoluzione. Ma…azione e attori, con le loro profondità e i colpi di scena creati con una certa cognizione, ci portano a una meditazione ben più profonda: quella della presenza del male nella società.

La pellicola è stata vincitrice di decine di premi. Tra questi due Oscar nel 1996 a Kevin Spacey come miglior attore non protagonista e a Christopher McQuarrie per la miglior sceneggiatura originale. Da non perdere.

Valentina Carapella