Iran e nucleare: aumentano le pressioni internazionali

Il controverso presidente iraniano Mamoud Ahmadinejad

Non sembrano attenuarsi le tensioni e le polemiche intorno al regime di Teheran. Dopo lo scandaloso arresto del regista Jafar Panahi, di cui abbiamo parlato nel nostro articolo di stamattina, arrivano nuove pressioni nei confronti dell’Iran. A compiere il giro di vite stavolta è stata l’Unione Europea: a Vienna è infatti stata presentata una dichiarazione in cui si esorta il regime di Teheran a chiarire la propria posizione rispetto al tema del nucleare.

“L’Unione europea e’ pronta ad impegnarsi con l’Iran per raggiungere una soluzione negoziata, se l’Iran prendera’ decisioni concrete in questa direzione”, si legge sul documento presentato in occasione del Consiglio dei governatori dell’Aiea. “Tuttavia – si legge ancora nel documento – il continuo mancato adempimento da parte dell’Iran dei suoi obblighi internazionali richiede una risposta chiara, incluse delle misure appropriate. L’Unione europea sosterra’ il lavoro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite se l’Iran continuera’ a non cooperare con la comunita’ internazionale sul suo programma nucleare” e sarà ”pronta a prendere le decisioni necessarie per sostenere questo processo in seno al Consiglio di Sicurezza”.

Il tono sembra tutt’altro che conciliante e perfettamente in linea con la direzione adottata dagli Stati Uniti, che dopo un primo periodo di buoni propositi negli ultimi tempi sta spingendo in tutti i modi possibili per ottenere sanzioni internazionali nei confronti dell’Iran. La preoccupazione principale riguarda la decisione iraniana di procedere autonomamente all’arricchimento dell’uranio al 20%: secondo alcuni paesi il programma nucleare iraniano non avrebbe solo scopi energetici (come reso noto da Ahmadinejad) ma potrebbe essere funzionale alla produzione di bombe atomiche.

Già in un incontro bilaterale di pochi giorni fa a Pechino, Washington ha fatto pressioni sul governo cinese per ottenere l’appoggio in seno al consiglio di sicurezza dell’Onu per nuove e più dure sanzioni contro l’Iran. Hillary Clinton, attualmente in viaggio in America latina, a giorni giungerà in Brasile per presentare le stesse richieste anche al presidente Lula. Ma il presidente brasiliano sembra non essere d’accordo con la politica delle sanzioni e sta tentando di stringere rapporti diretti con il regime di Teheran.

La principale occupazione degli Stati Uniti, negli ultimi tempi, sembra essere la richiesta di sanzioni contro l’Iran: non esattamente la politica “conciliante” che ci si aspettava da un premio Nobel per la pace come Barack Obama. Nel frattempo si aspettano ancora le reazioni di condanna internazionale contro l’arresto liberticida del regista Panahi. Ma si sa: dell’arte ci si preoccupa ben poco; del petrolio e del nucleare molto di più.

Roberto Del Bove