Presentato il primo Ddl sull’obesità

Un dipinto di Botero

A palazzo Madama in questi giorni si discute sull’obesità, che, grazie ad un Ddl, vine riconosciuta per la prima volta come una malattia. E la Commissione di Igiene e Sanità sta lavorando proprio per favorire l’integrazione sociale e lavorativa di chi soffre di obesità. Il Ddl punta l’attenzione sulle difficoltà che possono incontrare le persone obese e propone, dunque, l’abbattimento delle barriere architettoniche e un allargamento degli uffici pubblici e dei mezzi di trasporto.

Con questo Ddl, dunque, l’obesità viene riconosciuta come un handicap: lo Stato si deve impegnare ad agevolare chi ne soffre, intervenendo con programmi di ricerca specifici e portando avanti campagne informative sulle sane abitudini alimentari e sul corretto stile di vita, a partire dalla scuola dell’obbligo.

In Italia la situazione non è critica ma neanche positiva: l’11% degli italiani, circa sei milioni, è obeso. La percentuale è aumentata del 25% negli ultimi 15 anni e si è stimato che nel sud Italia sia concentrata la maggior parte degli obesi.
“Siamo bombardati da dati nuovi e preoccupanti – sottolinea il sen. Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, che ha presentato il Ddl – sulla crescita della percentuale di persone affette da obesità in Italia e finalmente anche la politica inizia ad occuparsene. Vista la perplessità del tema, che ha implicazioni psicologiche, sociali legate allo stile di vita e all’educazione alimentare, è necessaria un’azione organica e sistematica”.

“Il decreto di legge che ho presentato e che è condiviso dal presidente della Commissione Sanità sen. Antonio Tomassini – prosegue Cutrulo – parte dalla definizione di obesità grave e dal suo riconoscimento quale oggettiva condizione di handicap. Prevede poi una serie di interventi finalizzati ad assicurare l’integrazione sociale e lavorativa dei pazienti obesi, come l’eliminazione delle barriere architettoniche, la modifica degli standard di progettazione degli uffici pubblici, dei mezzi di locomozione e l’adeguamento delle strutture e degli strumenti diagnostici terapeutici di ospedali pubblici e cliniche”.

‘Una buona alimentazione parte anche da una buona comunicazione’ è stato il tema del convegno dell’Adao (Associazione disordini alimentari e obesità), svoltosi martedì 2 marzo nel tempio di Adriano. L’associazione è chiaramente d’accordo sul Ddl presentato dal sen. Curtufo, ma ha come obiettivo anche quello di sensibilizzare le persone ad una corretta alimentazione e quindi ridurre il numero dei diabetici, cardiopatici ed ipertesi nel mondo.

Angela Liuzzi