“Amici 9? resoconto puntata (04-03-2010 terza parte). La rivalità Emma-Loredana aizzata dagli stessi professori

 

Da una polemica vecchia ad una nuova il passo è breve. ‘Liquidata’ dal ruolo di insegnante assegnata ad uno specifico allievo, Loretta Martinez si ricicla come polemista. La sua critica punta dritto su Emma, accusata di essere chiusa rispetto alle critiche, e sulla sua inferiorità rispetto a Loredana.

L’insegnante è infastidita dall’  atteggiamento di chiusura della cantante salentina: “Emma dimostra una chiusura che non mi aspettavo. Quando si riceve un consiglio le reazioni sono due: o non lo si ascolta, o lo sento, lo processo, ne tiro fuori il buono e se mi fa migliorare ne tengo conto. Altrimenti no. Lei questo non lo ha fatto. Lei parla sempre del suo essere artista. Ma la chiusura non ti permette di aprirti vedere e cambiare”.

Questo cattivo porsi rispetto alle sue parole non le permette di migliorarsi e la porta a non saper reagire quando viene prova con pezzi meno adatti alle sue caratteristiche vocali. Il termine di paragone usato da Loretta è ovviamente Loredana, e le diverse interpretazioni fatte dalle due ragazze su Arthur’s Theme: “Deve dimostrare che anche in una realtà diversa è un artista come ha fatto Loredana. Nel cambiare qualcosa, ha comunque un’idea chiara in testa di quello che vuole fare, Emma no”.  

Loredana si emoziona e trasmette un messaggio ben chiaro a chi ascolta, invece Emma, nella libertà di scegliere che taglio dare alla canzone se si discosta dall’eccesso: “deve ancora fare arrivare qualcosa al pubblico. È per questo che poi in My way viene premiata, perché torna la Emma che conosciamo, perchè il brano le consente di fare quello che fa sempre. Per questo il televoto l’ha premiata”.
Alla luce di ciò la Martinez vuole riproporre la sfida tra le due su un brano che non subirà le critiche di quello scelto per la scorsa  puntata, La donna cannone: “È stato detto che era il brano banale e non Emma, vedremo con questo. La melodia è bassa e poi si alza: lei potrebbe esagerare o, invece, tenerlo semplice e non tirare fuori niente”.