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Calcio, Italia – Bonucci il volto nuovo della difesa azzurra

Nonostante Italia-Camerun sia terminata a reti bianche, facendo annoiare i più, la nota più positiva della gara è sicuramente l’esordio in azzurro per Bonucci, difensore centrale del Bari, che a Montecarlo è stato autore di un esordio coi fiocchi. Il possente centrale, oltre all condizione fisica straripante, ha giocato in maniera semplice, non ha commesso errori e si è adattato alla perfezione sia alla difesa a tre schierata nel primo tempo, sia al più consueto modulo a quattro visto nella seconda frazione di gioco. A suo merito c’è anche da dire che di fronte aveva un “terrore delle difese” che risponde al nome di Samuel Et0’0, in forza all’Inter.

Esordio perfetto? No, lo sarebbe stato con gol, e invece il portiere avversario ha fatto una bella parata.” Queste le parole che testimoniano il non accontentarsi del difensore che comunque ha giocato con grande umiltà. Da segnalare un paio di interventi uno contro uno tra lui ed Et0’0 terminati con la vittoria del giocatore barese. Non è roba da tutti all’esordio. Nessun calo di concentrazione dovuto all’emozione e grande lucidità e senso della posizione. Insomma, Lippi sembra aver trovato il quarto difensore centrale da portare in Sud Africa con Cannavaro, Chiellini e Legrottaglie. Ma niente è ancora deciso con l’interrogativo costituito da Nesta per giunta. Tuttavia l’esordio di ieri potrebbe aver spianato la strada al giocatore biancorosso.

Nel finale di gara, quando la coppia difensiva era Chiellini-Bonucci, qualcuno ha voluto addirittura “vedere” un’immagine della futura retroguardia bianconera. Adesso non è che basta una partita per eleggere una sicura candidatura ai mondiali, ma esordire in maniera migliore di quanto ha fatto da Bonucci ieri sera, è effettivamente difficile. La maglia che ancora non è stata presa, è invece quella di vice-Gilardino. Borriello e Pazzini non hanno certo esaltato, evidenziando la sterilità dell’attacco azzurro. Poche occasioni di girarsi, quasi nessun tiro in porta e tanto lavoro da sponda. Questo va bene, ma serve soprattutto buttarla dentro, problema che l’Italia si porta spesso dietro. Sulla retroguardia invece, la nostra tradizione calcistica continua a sfornare fior fior di difensori. Bonucci ne è la testimonianza. Chiedete a Eto’o.

Giuseppe Greco