Di Girolamo, prima notte in cella a Rebibbia

Nicola Di Girolamo, solo ieri mattina ancora investito della carica di senatore della Repubblica, ha trascorso in una cella del carcere romano di Rebibbia la sua prima notte da detenuto.
Nel pomeriggio, dopo un acceso dibattito seguito anche all’applauso riservato dai senatori del Popolo delle Libertà al discorso con cui Di Girolamo ha rivendicato di non aver portato in Aula “l’indegnità della mafia e della ‘ndrangheta”, un silenzio irreale ha accolto il voto finale (259 voti favorevoli, 16 contrari e 12 astenuti) con cui il Senato ha accolto le dimissioni di Di Girolamo.

In serata, poche ore dopo il verdetto dell’Aula, l’ormai ex-senatore si è consegnato alle forze dell’ordine presso una caserma di Polizia situata poco fuori Roma, prima di essere condotto, sotto la supervisione dei Ros, presso il carcere di Rebibbia.
Rispondendo ai vari cronisti che gli chiedevano di descrivere le sue ultime ore da uomo libero, Di Girolamo non ha mai voluto entrare nel merito delle accuse che lo pongono al centro di un intricato sistema criminale che, legando l’imprenditore romano Gennaro Mokbel, la ‘ndrangheta, la criminalità romana e vecchie conoscenze dell’estrema destra eversiva, gli avrebbero permesso di raggiungere lo scranno di Palazzo Madama comprando i voti degli italiani all’estero.

Di Girolamo ha poi spiegato di credere che la sua detenzione potrà prolungarsi “almeno un anno e mezzo”.
“Con tutto quello di cui sono accusato…  – ha detto – La vita me la riprenderò tutta. Il mio assillo adesso è avere cura che la mia famiglia non senta la difficoltà di non poter far fronte alle necessità minime”.
Ieri, intanto, mentre l’ex senatore veniva salutato dai colleghi del PdL con applausi e abbracci (“Come si fa a non abbracciarlo? – si è giustificato Domenico Gramazio – Esce di qui e va in cella, non è mai successo prima”), le opposizioni hanno promesso di vigilare sulle procedure che porteranno Raffaele Fantetti (PdL) a subentrare al posto di Di Girolamo.
Nel corso delle ore, infatti, si sono concretizzati numerosi dubbi circa l’effettiva residenza all’estero di Fantetti, nonché su presunte dichiarazioni dell’imprenditore Mokbel, attualmente in carcere, che avrebbe descritto il neo-senatore come “peggio di Di Girolamo”, in riferimento a sue frequentezioni “massoniche”.