I veterani dell’Iraq attaccano la Bigelow

Kathryn Bigelow durante le rirprese di ‘The Hurt Locker’

E’ ormai conto alla rovescia per la notte degli Oscar e l’aria si fa incandescente fra gli interessati alle celebri statuette. E’ stata resa ufficiale l’esclusione dalla cerimonia degli Academy Award per Nicolas Chartier, produttore del film ‘The Hurt Locker’ della regista Kathryn Bigelow che si presenta alla tanto attesa serata con ben nove candidature. Chartier ha infatti violato il regolamento mandando ad alcuni giurati una e-mail in cui li invitava a premiare il suo film “indipendente” anziché “un lungometraggio da 500 milioni di dollari”. Il riferimento è ovviamente per ‘Avatar’, il filmone di James Cameron, tra l’altro ex-marito della Bigelow, che si contenderà nella notte degli Oscar con ‘The Hurt Locker’ il premio come miglior film. Le scuse del produttore perciò pare non siano servite granché e gli organizzatori non hanno esitato a riprendersi l’invito per la cerimonia di premiazione; una sanzione senz’altro dura che però non intacca la nomination del film.

Questa punizione arriva all’indomani di numerose polemiche che hanno investito ‘The Hurt Locker’, tutte provenienti dalla critica hollywoodiana ma soprattutto dai veterani dell’Iraq. La pellicola è infatti ispirata ai racconti di Mark Boal, giornalista che seguì da vicino i militari degli Stati Uniti durante le prime fasi della Guerra del Golfo. “Non capisco cosa ci trovino di bello in un film tanto sciatto e impreciso” si domanda Paul Rieckhoff, fondatore di Iraq and Afghanistan Veterans of America. Nonostante ciò il film ha riscosso comunque notevole successo, al punto che il Time Magazine ha parlato di una pellicola “quasi perfetta” con cui la Bigelow “potrebbe diventare la prima donna a vincere l’Oscar come miglior regista“.

‘The Hurt Locker’ (il titolo riprende il nome del pronto soccorso dove vengono ricoverati i soldati feriti da ordigni rudimentali Ied) racconta le vicende di William James, sergente dei ranger dell’Esercito USA che a seguito dell’invasione americana dell’Iraq nel 2004, diventa il capo di una squadra di esperti che hanno il compito di trovare e disinnescare gli ordigni rudimentali piazzati per le strade di Baghdad.

Questo protagonista, interpretato dal candidato a migliore attore Jeremy Renner, è un militare spericolato, seppur abile nel suo mestiere di artificiere. Sono proprio questi tratti del personaggio ad aver suscitato numerose polemiche. Rieckhoff, ex ranger paracadutista, dice: “Se il film fosse basato su una guerra mai esistita, non avrei avuto nulla da dire. Ma questo film è basato su un conflitto vero nel quale ho visto amici uccisi o mutilati dagli Ied”. Altre polemiche sono nate per via di una certa imprecisione della pellicola, a partire dalle divise utilizzate per le riprese che non sarebbero quelle dell’Esercito USA in missione nel 2004. In merito a ciò ha risposto proprio Boal, dicendo che ” ‘The Hurt Locker’ è un film e non un articolo di giornale”, ma Rieckhoff non demorde e ribatte: “I film più di ogni altra cosa sono il mezzo col quale l’America impara a conoscere la guerra e credo quindi sia dovere di chi li produce raccontarla nel modo più accurato possibile”.

Andrea Camillo