Primi body scanner in sperimentazione a Fiumicino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:19

Questa mattina si è svolta una conferenza stampa, presso il terminal 5 di Fiumicino, per la presentazione del body scanner, da oggi in sperimentazione negli aeroporti che ospitano voli verso le mete più “sensibili”. Questa fase di sperimentazione durerà un mese e inizierà nell’aeroporto di Roma Fiumicino; successivamente verrà introdotto negli aeroporti di Milano Malpensa e Venezia. I macchinari attualmente in sperimentazione sono basati sia su tecnologie sia di tipo attivo, ad onde millimetriche, sia passivo, che rilevano le onde millimetriche provenienti dal corpo umano.

Il body scanner si presenta come una cabina con ingresso e uscita aperti; nel caso in cui il macchinario rilevi degli oggetti sospetti, sul computer viene visualizzata una sagome del corpo umano con l’indicazione della zona in cui effettuare un controllo manuale. Il controllo dura intorno ai 6 secondi e sembra non sia nocivo al corpo umano, poichè le onde millimetriche emesse sono inferiori di molto rispetto a molti apparecchi elettronici in commercio. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha dato l’ok all’utilizzo di questa tecnologia: “La nostra commissione scientifica – ha spiegato Fazio – ha accertato oltre ogni possibilità di dubbio che le onde elettromagnetiche emesse dai body scanner non possono causare problemi alla salute e non sono pericolose”. Il body scanner viene già utilizzato da anni in Olanda ed è in sperimentazione in Francia e in Gran Bretagna.

Alla conferenza era presente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli che ha dichiarato: “una delle preoccupazioni che avevo era che inserire il body scanner comportasse perdite di tempo. Mi pare da quel che abbiamo visto che non sia questo il problema, anzi, si potra’ risparmiare qualche secondo. Mi pare che questo macchinario sia una garanzia ulteriore sull’efficenza”. Secondo Matteotli l’adozione del body scanner sarà un’ulteriore garanzia per la sicurezza dei cittadini: “Sull’efficienza – ha concluso il ministro – mi sembra che sia facilmente riscontrabile. Quindi credo di poter dire che abbiamo fatto bene a fare prima questa sperimentazione e poi realizzare gli altri body scanner”.

Stefano Bernardi


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