Amore malato per il maestro di ballo: donna stalker ai domiciliari

Il caso di stalking in rosa si è consumato a Palermo e, nonostante l’iniziale perplessità in merito a questa “inversione di ruoli”, se si approfondisce il caso ci si capacita di quanto fosse drammatica la situazione.

La protagonista assoluta della vicenda è l’ossessione sempre più travolgente e violenta di una ventinovenne palermitana nei confronti di un maestro di ballo caraibico di trentaquattro anni.

Questa forma di “amore malato” non corrisposto ha spinto la ragazza a rendersi protagonista di una serie di azioni che, inizialmente, ledevano soltanto la propria dignità femminile per poi sconfinare nella morbosità accompagnata a scatti d’ira ingestibili. Le reiterate e, sempre più pesanti, ingerenze dell’allieva nella vita del ballerino professionista sono durate per ben quattro anni finché l’uomo, sfiancato, non si è rivolto alle forze dell’ordine che, alla luce dei fatti e delle indagini svolte hanno ritenuto che la situazione andasse arginata. Un’ordinanza emessa dal gip Piergiorgio Morosini ha disposto che la stalker fosse condannata agli arresti domiciliari: misura cautelare estrema ma inevitabile. Su lei pendono le accuse di atti persecutori, molestie telefoniche, minacce e percosse.

Ecco come la storia sia, nel tempo, totalmente degenerata. I due si conoscono da quattro anni, ovvero quando la giovane ha iniziato a frequentare la palestra presso la quale l’uomo svolgeva il proprio lavoro come insegnante di ballo. Un colpo di fulmine a senso unico è scattato immediatamente: la siciliana ha cominciato a inondarlo di sms particolarmente espliciti. Nonostante l’uomo l’avesse respinta, sono proseguiti senza tregua sms, mms (entro i quali, di prassi, la ragazza inviava foto che la ritraevano nuda in pose accattivanti) e telefonate.
Ovunque l’istruttore si recasse, anche per motivi lavorativi, lei, come un’ombra spuntava sempre; certe volte si limitava ad osservarlo, altre volte chiedeva di parlare. Si conta che solo nel mese di febbraio 2009 il poverino ha ricevuto circa 200 telefonate e circa mille sms e mms.

Sfiancato, l’uomo, decide di lasciare temporaneamente la città di Palermo, diventata per lui invivibile.
Non paga di tutto questo la ragazza ha assunto un investigatore privato al fine di evincere dove si trovasse l’oggetto del suo desiderio. La vittima ha cambiato numero di cellulare, con conseguenze significative per i contatti di lavoro, ma la signorina ha cominciato a chiamarlo sulla nuova utenza.

Una volta tornato a Palermo la situazione è totalmente degenerata: la persecutrice era sempre più violenta: si presentava nei locali dove l’uomo ballava e lo strattonava, a volte lo colpiva con dei pugni se magari lo trovava a parlare con una ragazza.
La situazione lavorativa del ballerino è stata totalmente compromessa in quanto i gestori degli esercizi presso i quali lavorava lo allontanavano sapendo che la disturbatrice sarebbe giunta facendo delle scenate sgradevoli.

Una vera e propria tortura che può, dunque, capitare anche agli uomini che devono, giustamente, essere tutelati da comportamenti tanto scellerati e invasivi.

Valeria Panzeri