Angeletti guarda al futuro: riforma fiscale ma non solo

Si è chiuso il XV congresso della Uil, con la scontata riconferma (è l terzo mandato consecutivo) del segretario Luigi Angeletti. Angeletti, che ricopre la carica dal 2000, è stato eletto per acclamazione con la riconferma di tutte le più alte cariche del sindacato, al termine di un lungo discorso che ha affrontato tutte le tematiche più calde relativamente al mondo del lavoro per quanto riguarda l’attualità, e ha ricordato le sfide che il sindacato si appresta a dover affrontare.

Il primo nodo è ovviamente quello della crisi che, in quanto questione non solo italiana ma internazionale, è da affrontare in termini globali e non solo con rimedi di breve durata. Non è entrata in crisi, sostiene Angeletti, semplicemente l’economia di alcuni paesi poi ripercossasi a livello mondiale, ma un modo di pensare l’economia, un paradigma che, nel perseguire l’idea di una finanza in grado di essere unica e autosufficiente protagonista, si è affermato a scapito del lavoro.  Il lavoro dunque, ancora fondamentale punto di partenza della lotta sindacale, ma non solo. E’ un Angeletti che guarda avanti, che invita a “non restare al di qua dell’uscio, a lenire solo le ferite o soccorrere i perdenti” perchè la crisi “non è una condanna biblica”. Un sindacato moderno deve saper uscire dal suo ruolo storico di lotta, per saper fornire rimedi e risposte calati nel presente.

E per fare questo, Angeletti parte dalla più pressante attualità. E’ di questi giorni infatti l’approvazione in Senato del ddl che prevede il ricorso all’arbitrato per le decisioni sul lavoro. Precisando infatti di essere contrario al fatto che sia il Parlamento a legiferare in materia, Angeletti prende le distanze dalla CGIL e ricorda come non sia stata scalfita la possibilità di ricorrere ad un giudice, ma anzi aggiunta una possibilità. E senza aggirare o mettere in qualche modo in crisi l’Articolo 18 come era stato sollevato da alcune parti.
Altro tema particolarmente attuale è quello del fisco. Riduzione delle tasse subito, e non nel 2013, e lotta ad un sistema fiscale ormai vecchio perchè basato su interessi solidi da scalfire.

Come? Rifiutando di essere un “sindacato di carta”, e battendo la strada del consenso, l’unica in grado di smuovere qualsiasi situazione. Non escludendo neanche, pur in questo clima di modernizzazione, strumenti storici come lo sciopero. Ma, rilancia e conclude Angeletti,  come una cosa “assurda”, vale a dire uno sciopero al fianco di Confindustria e Confcommercio, perchè “a quel punto, non ci sarà alcuna maggioranza che potrà resistere”. E su questo, siamo certi,  non c’è alcun dubbio.