Calcio,Zamparini:”Con la Champions tengo i big”

Il Palermo del presidente Zamparini é in lotta per il quarto posto, che significherebbe qualificazione ai preliminari Champions, obiettivo mai raggiunto dai rosanero.

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, parla di questo obiettivo, e fa un accenno ad eventuali premi per la squadra.

“Niente cifre, non è elegante— esordisce il presidente del Palermo — ma con i ragazzi c’è l’intesa su tutto. Loro ci credono, io pure. Faremo di tutto per coronare questo sogno, ma c’è troppo equilibrio. La nostra rosa è ristretta e basta un infortunio per andare in affanno. Faccio gli scongiuri, ma non basta giocar bene per superare concorrenti agguerrite come Roma e Napoli”.

Intanto siete davanti alla Juve.
“E’ stata una grandissima soddisfazione vincere a Torino. In quel modo poi… Ma sono realista: il gap con le grandi resta. Hanno troppi soldi in più”.

Ma le big si lamentano che perdono denari.

“Se vincono sempre le solite non c’è interesse. Ad esempio negli Usa i club peggio piazzati hanno il diritto di scegliere i giovani migliori. Tutti si mettono in discussione”.

La legge Melandri viè venuta incontro.
“Ma dove? E’ stata fatta male, scritta sotto dettatura dei professionisti dei grandi club. E ora bisognerà litigare in Lega per spartire le nuove risorse”.

In che senso?
“Occhio alla grana dei bacini d’utenza: cioè il calcolo dei tifosi. I numeri dei telespettatori possono essere appurati facilmente. Basta uscire dal luogo comune che in tv si vedono solo Inter, Juve e Milan”.

Presidente, si goda questo bel Palermo…
“Ha ragione. Delio Rossi sta facendo un gran lavoro e tutti in campo fanno la loro parte”.

Riuscirà a tenere le stelle?
“La Champions può aiutarci a trattenere i nostri giovani più bravi. Se da noi fanno i titolari in Europa possono anche rinunciare ad andare in una grande”.

Ma lei è abituato a spendere.
“In 25 anni di calcio ho speso 200 milioni di euro. Ma non sono pentito. Invece di andare a bruciarli in un casinò mi sono divertito nel gioco che più m’appassiona da bambino”.

Come s’è avvicinato al calcio?

“Un mio zio inglese a 8 anni mi regalò un pallone. Da quel giorno cominciai ad organizzare partite e diventai un centravanti di qualità, arrivai sino alla serie D. A 20 anni mi sono trasferito a Milano per lavorare. Ma appena feci un po’ di soldi cominciai come presidente nei dilettanti, per passare al Venezia nell’87. Ed è lì che ho speso tanto”.

Oltrea scovare talenti lei ha lanciato (e bruciato) tanti bravi allenatori.
“Purtroppo sono impaziente. Scelsi Zaccheroni nei dilettanti, Ventura lo presi dal Giarre e Spalletti dal disastro-Samp. Lanciai pure Prandelli”.

E come andò?
“Un disastro. Retrocessi con un budget da 100 miliardi di lire”.

Quali i colpi di quegli anni?

“Vieri arrivò dal Ravenna per 5 miliardi di lire, ma ne pagai anche 10 per Vannucchi, ora all’Empoli. Invece in Sicilia abbiamo fatto tanti colpi. Da Toni ad Amauri”.

E a Palermo quanto spende?
“Sono sincero: ora chiudiamo in pareggio perché vendiamo bene. Ma non ci sono limiti di spesa per gli acquisti”.

Conferma il d.s. Sabatini?
“Dipende se a Pasqua mi porta i compiti. Scherzo: è a caccia di 3-4 giovani importanti per l’anno prossimo. E’ a buon punto, sta lavorando bene”.

Chi rischia di più d’andar via?
“Il Chelsea ad agosto m’ha già offerto 15 milioni per Pastore. Ora costa tre volte tanto,maè il giocatore più forte che abbia mai avuto: me lo godo”.

E di Miccoli che dice?
“Un grande. Lui e Liverani chiuderanno la carriera qui. Fabrizio quando s’è arrabbiato con chi lo considera grasso ce l’aveva di sicuro con me. Lo prendo in giro sempre per questo, ma è un professionista esemplare”.

Sugli arbitri lei non è tenero.

“Sono bravi, ma non dialogano. E’ vero che i giocatori non li aiutano, simulano e protestano troppo. Ben venga l’incontro in Lega. Non capisco, invece, le squalifiche per bestemmia”.

Perché?
“Se uno se la prendesse con Allah o Buddha sarebbe punito? E’ una violazione della privacy, anzi dell’emotività. Al massimo darei una multa”.

Pasquale Della Valle