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Cile, il governo ridimensiona il numero delle vittime: 279 e non 799

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Le vittime accertate del terremoto in Cile sarebbero 279 e non 799. È stato lo stesso governo cileno ad aggiornare – al ribasso– il  numero delle perdite per il devastante sisma. La confusione sarebbe nata dal fatto che sono state considerate decedute circa 500 persone, che sono invece ancora disperse. Il nuovo bilancio, quindi, potrebbe essere del tutto provvisorio e destinato, ancora una volta, a cambiare.

Era stato proprio il presidente uscente Michelle Bachelet ad ammettere, ieri,  la possibilità di uno sbaglio nel numero delle vittime della regione di Maule. Aveva parlato di duecento persone ancora disperse, che invece erano state date per morte.  “Al momento non sono reperibili ed è questa cifra che genera confusione”- aveva dichiarato- “Ma meno morti ci sono e meglio è”.

Il lavoro delle squadre di emergenza, intanto, è reso ancora più difficile dalle nuove scosse di assestamento che continuano a martoriare il paese. L’ultima, con una magnitudine di 6.3 gradi della scala Richter, è stata appena registrata . La nuova scossa è stata avvertita anche in Perù, ma, per fortuna, non ha causato vittime o danni materiali.  L’epicentro è stato localizzato a 521 km da Tacna, al confine tra Perù e Cile.

Mentre la comunità internazionale –in primis UE e Stati Uniti- continua ad offrire il suo aiuto al governo cileno, nella capitale Santiago  è prevista per oggi la visita del segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon. Il più importante rappresentante delle Nazioni Unite si fermerà nel paese tre giorni e visiterà le zone più colpite dal tremendo terremoto. Incontrerà, inoltre, sia Bachelet che il suo successore Sebastian Pinera, dal 10 marzo nuovo presidente dello stato sudamericano. 

Il presidente uscente ha decretato tre giorni di lutto nazionale, durante i quali i cittadini cileni potranno esporre la bandiera nazionale sul portone delle case per mostrare la loro solidarietà con le tante vittime del terremoto.

Annastella Palasciano