Epifani lancia lo sciopero: “Articolo 18 a rischio”

Abbiamo scritto non più tardi di ieri di come Angeletti, neoeletto segretario della Uil per la terza volta, abbia aperto le porte al nuovo ddl lavoro sottolineando come esso non vada in alcun modo ad intaccare l’articolo 18 e, in generale i diritti dei lavoratori. Di tutt’altro avviso, come è prevedibile, la CGIL, per bocca del segretario Guglielmo Epifani che a parlato a margine della presentazione del Premio Inca CGIL in occasione dell’8 marzo. Parlando dello sciopero generale previsto per il 12 marzo, Epifani ha infatti attaccato il governo sulla discussa norma, accusata di indebolire le tutele da un lato, e dal’altro di non dare alcuna risposta sul tema degli ammortizzatori e della fiscalità che va, a suo dire, a colpire le pensioni e i lavoratori, vale a dire laddove meno ve ne è bisogno.

Un altro tema, lanciato dal sagace slogan “loro evadono, tu resti” è appunto quello dell’evasione. Una vera e propria tassa, sostiene la CGIL, in quanto è chiaro che maggiore è l’evasione, minore sarà l’efficacia del ricorso alla tassazione che dovrà quindi essere più massiccia. E l’evasione, che chiaramente non può riguardare il pubblico impiego, è destinata a far parte di quell’elenco di fattori destinati ad aumentare la disuguaglianza sociale, insieme al licenziamento di precari nella scuola e nelle amministrazioni e all’aumento della disoccupazione. Un clima di grande sfiducia e preoccupazione insomma quello delineato da Epifani, anche in risposta al Ministro Sacconi che aveva parlato di “scioperi contro la pioggia”. Altra nota polemica è infine quella, peraltro molto attuale,  relativa alla mancanza di regole certe e del continuo ricorso alla deroga, principio che finisce sempre con l’avvantaggiare qualcuno e penalizzare gli strati, lavoratori e pensionati, di cui Epifani sente di essere ad oggi l’unico reale portavoce.

Alberto Martinelli