Gallerista ucciso e fatto a pezzi a Milano

Orrore a Milano. Fa scalpore nella metropoli lombarda l’atroce fine di Giovanni Schubert, noto gallerista della città meneghina. L’uomo, settantaseienne, è stato infatti prima ucciso e poi fatto a pezzi. Sebbene i contorni della vicenda non siano ancora completamente chiariti, c’è già il nome dell’assassino reo confesso, un individuo di sesso maschile di trentasei anni di professione mercante d’arte e conosciuto nell’ambiente della street-art.

Schubert, la cui scomparsa era stata denunciata dal genero la mattina del 4 marzo, aveva in programma per la sera di mercoledì 3 un incontro di lavoro proprio con l’uomo che lo ha poi barbaramente finito. Proprio questo particolare ha messo gli uomini della polizia sulle tracce dell’assassino. La presenza dell’auto di Schubert nelle vicinanze della casa dell’omicida e le macchie di sangue riscontrate nell’abitazione dello stesso hanno confermato gli iniziali sospetti. Durante l’interrogatorio è arrivata l’ammissione del killer: il gesto sarebbe stato scatenato da contrasti economici tra i due.

I resti del cadavere sono stati ripescati dai sommozzatori dei vigili del fuoco in un canale, nell’area sud di Milano, che sfocia poi nel naviglio Pavese. Gli operatori del 115, appoggiati dalla polizia, sono stati guidati nell’opera di ripescaggio proprio dall’uccisore.

Lo smembramento del cadavere del gallerista sarebbe stato motivato dalla volontà di nascondere l’omicidio, peraltro compiuto a mani nude con pugni e violente percosse.

La figlia di Schubert, evidentemente sconcertata dal fatto, chiede “ora non gettate fango su mio padre. È già sufficiente che sia stato fatto a pezzi da una persona che aveva tra l’altro sempre aiutato e non c’è bisogno che gli si riversino addosso altre bassezze”, riferendosi alle vicende giudiziarie che in passato avevano coinvolto il padre. Il gallerista era stato, infatti, oggetto di indagini dei carabinieri di Roma e Napoli nell’ambito della contraffazione di dipinti. L’uomo era stato poi completamente scagionato dalle accuse e assolto.

Valeria Panzeri