In aumento le donazioni di sangue in Italia: + 2,5% nel 2009

La raccolta di sangue nel nostro Paese è in ottima salute: nel 2009 sono state donate oltre 2,5 milioni di unità di sangue intero e 500mila in aferesi. In tutto, si è registrato un incremento del 2,5% rispetto al 2008. La notizia è stata data dal direttore del Centro Nazionale Sangue del Ministero della salute, Giuliano Grazzini, il quale, precisando che si tratta di stime preliminari, ha sottolineato che gli obiettivi prefissati sono stati conseguiti e ampiamente superati. Ma per il 2010 l’obiettivo è di un ulteriore incremento del 4%, dato il persistente fabbisogno di sangue intero e soprattutto di plasma, da conferire all’importante settore produttivo degli emoderivati.
Per il 2010 ci si aspetta un incremento del 4% nella raccolta di sangue

Si stima normalmente che vi sia bisogno di 40 unità di sangue l’anno ogni 1000 persone, cioè circa 2.400.000 unità per la sola Italia. Ogni giorno, negli ospedali italiani, vengono fatte 11 mila trasfusioni di componenti labili (4 milioni ogni anno), che sono necessarie per interventi chirurgici di alta specializzazione, per i trapianti, per curare pazienti onco ematologici o i malati di talassemia. Dal plasma dei donatori si ricavano i fattori della coagulazione per i malati che ne hanno carenze e per gli emofilici, e l’albumina per le persone affette da gravi carenze di proteine, ustionati o in stato di shock.
Nonostante il sempre più attento e ponderato utilizzo del sangue, il fabbisogno è costantemente in crescita, sia per l’aumento dell’età media della popolazione sia per i progressi della medicina, che rendono possibile interventi terapeutici un tempo non possibili.

La Fidas (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue), alla quale aderiscono 68 associazioni autonome, si è trovata recentemente a denunciare una grande disattenzione dei media nei confronti della donazione del sangue, sottolineando la difficoltà nel riuscire a sensibilizzare la popolazione italiana a questo gesto di civiltà, fondamentale per la tenuta del Sistema Sanitario Nazionale.
Molti al solo pensiero storcono il naso, altri ne hanno timore: la donazione del sangue è un fenomeno comunque poco diffuso soprattutto tra i giovani, che potrebbe invece salvare moltissime vite umane sostituendo i circa 40 mila donatori che vanno in “pensione” per raggiunti limiti di età.
Di donazione del sangue non si può parlare solo nei momenti di emergenza: il sangue non è ancora producibile in laboratorio, e la donazione volontaria, periodica, gratuita, anonima e consapevole, è la miglior garanzia per la qualità delle terapie trasfusionali e per il controllo della propria salute e di quella di tutti.
Adriana Ruggeri