L’ossessione de “Il Giornale”: Marco Travaglio

Ormai non ci sono dubbi. Il Giornale ha un’ossessione. Non è Bersani (figurarsi), Veltroni (ma per favore), Beppe Grillo (nemmeno lui!) o Santoro (no, neanche!). L’incubo della redazione del Giornale si chiama: Marco Travaglio. Un giorno sì e l’altro forse, il quotidiano che un tempo fu di Montanelli, gli dedica un articolo. L’ultimo è veramente ridicolo. Vorrebbero trovare un modo per accusare di qualcosa il bravo giornalista torinese e non avendo nulla, che fanno? Scrivono cose senza senso. Come, ad esempio, che Travaglio sarebbe considerato dalla gente “il nuovo messia”; oppure che il ferocissimo Travaglio “ha scavalcato la fila”! Ohhh, gravissimo. Roba che l’inchiesta sul G8 con relativo magna magna impallidisce. Quello che segue è il pezzo tratto dal quotidiano.

«Ci dicono che Travaglio è in viale Corsica e sta arrivando!». Martedì scorso, verso sera, nelle sale di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Ad annunciare dal palco del Premiolino, il più antico premio giornalistico italiano, la prossima venuta del grillo parlante di «Annozero» con la stessa enfasi che si riserverebbe alla venuta del messia, la presentatrice dell’evento, l’editorialista della Stampa Chiara Beria di Argentine. Dopo poco – riporta Italia Oggi – Travaglio arriva (è uno dei premiati) e, nonostante il ritardo, sfila davanti a tutti. Divisa d’ordinanza – giacca di velluto blu e jeans scoloriti -, sguardo fisso e camminata impettita, Travaglio accende subito l’applauso in sala. Beria di Argentine, felice che la star sia finalmente arrivata, si profonde in ringraziamenti anche per gli altri premiati, alcuni «arrivati addirittura da Roma».