Moccia alla Sapienza: ma è “scusa ma mi chiamo buffone”

Ieri pomeriggio, all’università La Sapienza di Roma è stato presentato il nuovo film di Federico Moccia. Gli studenti della città universitaria però hanno contestato il regista e il film. Su Facebook, i gruppi “anti-Moccia” sono più di 100. L’iniziativa, introdotta da Maria D’Alessio, delegata ai servizi per la Comunità universitaria e il territorio, è stata promossa dallo stesso ateneo romano insieme alla Federazione CISL Università Provinciale di Roma, all’associazione studentesca Vento di Cambiamento e all’associazione culturale PuntoaCapo. Eppure gli studenti, già dal giorno precedente all’incontro, non hanno riservato al regista un’accoglienza particolarmente calorosa. Sui muri della città universitaria, in prossimità delle sei differenti entrate, sono comparsi infatti dei poster di “street art” con raffigurato il viso dell’autore del best seller “Tre metri sopra il cielo”, affiancato da due fumetti.
Nel primo la domanda di riflessione: «Mentre TU non trovi lavoro da mesi, corri di qua e di là in cerca di crediti, non ha soldi per andare a convivere con il partner, fai i salti mortali ogni giorno per strappare momenti di felicità, IO vado in giro a parlare dei “ggiovani e l’ammore” di un mondo patinato fatto di voli in elicottero su New York». Nel secondo fumetto, la risposta: «Scusa, ma mi chiamo buffone».

Gli autori del gesto, che si firmano “generazione P” (dove la “P” sta per “precaria”) lanciano il monito a chiunque decida di fare “l’esperto di giovani”: «abbia almeno l’onestà di raccontare le vite che realmente vengono vissute, con tutte le loro contraddizioni, anziché parlare di un mondo immaginario che oscilla in modo schizofrenico, fra il terrore per i giovani senza valori cresciuti nell’epoca di internet pronti ad uccidere per un abito griffato e l’estasi per il dolce amore romantico di una generazione lontana dalla politica ma vicina ai sentimenti». Su facebook si va dai classici “Uccidiamo Federico Moccia” e “Quelli che odiano Federico Moccia” al generico “Fermiamolo!”, dal “Seppelliamo Federico Moccia tre metri sotto terra” a “Quelli che eserciterebbero violenza su Federico Moccia” per proseguire con “Liberiamo il mondo da Federico Moccia” o “Togliamogli la biro”, “Ritirati” e via insultando. Eppure continua a vendere anche il libro, che lo rende anche scrittore di successo, un vero e proprio fenomeno letterario. Grazie a lui, bene o male che se ne parli, la generazione si è avvicinato ai libri e non solo per la copertina patinata.

Ora si apre verso nuovi orizzonti, il made in italy: al sole 24 ore.com racconta cosa significa per lui interpretare la creatività italiana.

C’è, a suo parere, un’icona che rappresenti l’italian lifestyle?
“Non credo si possa identificare in una persona il concetto d’italian lifestyle. Penso, invece, che ci sia una fantasia italiana nel proporsi nei modi più diversi. È la nostra creatività che ha permesso a molti italiani di farsi strada anche all’estero”.

Quale può essere un esempio di creatività italiana?
“Mi ha molto colpito Pier Ludovico Bancale, che ha inventato “Bootb – Brands out of the box”, una piattaforma per gestire gare creative indette dalle aziende. Chiunque può iscriversi e il sito è disponibile in numerose lingue. Raccogliere e mettere a disposizione la creatività proveniente da tutto il mondo è l’asse attorno cui ruota. Un’azienda può risparmiare tempo e denaro, perché decide lei stessa il budget della gara e tutto si svolge online. I creativi possono inviare direttamente i progetti all’azienda ed essere ricompensati per le proprie idee, indipendentemente dalla loro notorietà: i dati personali sono resi noti solamente dopo che il Brand Builderm cioè l’azienda, ha selezionato l’idea da premiare. Credo che questa sia stata un’ottima intuizione: apre il mercato che per troppo tempo è stato chiuso tra rapporti esclusivi che le aziende hanno sempre avuto con le agenzie pubblicitarie”

Quali sono, secondo lei, i settori che maggiormente ci rappresentano all’estero?
“La moda rimane un ambito che ha saputo mettersi in gioco e cambiare, continuando ad affermarsi nonostante l’anno di difficoltà. Allo stesso modo il cibo è un nostro vessillo all’estero. Altro nostro valore è la simpatia, perfetta per riuscire ad allacciare rapporti. In un momento di crisi, simpatia e disponibilità sono elementi che non devono mancare.”

Tre aggettivi che per lei sintetizzano il concetto d’italianità.
“Positività, volontà e audacia. Siamo grandi inventori, siamo andati all’estero, dove spesso ricopriamo ruoli molto importanti. Penso anche ai grandi ricercatori: molte personalità della medicina negli Stati Uniti sono italiane. Soprattutto nel momento del bisogno, sappiamo trovare la soluzione del problema. È importante non solo avere l’idea ma capire come realizzarla. Gli italiani ci sono sempre riusciti, anche con pochi mezzi, traducendo in pratica quello che avevano immaginato.”

Lei è uno scrittore di successo anche all’estero: come pensa sia accolta la sua italianità negli altri paesi?
“Quello che ha molto colpito all’estero è che io abbia pubblicato a mie spese un libro come “Tre metri sopra il cielo”, fenomeno letterario che si è fatto conoscere anche girando fotocopiato e che, dopo dodici anni, è considerato un long seller avendo venduto un milione e ottocentomila copie. All’estero sono grandi sostenitori del piccolo imprenditore che crede nella sua idea e investe: ciò è stato sicuramente il mio biglietto da visita e bandiera di un successo italiano all’estero. L’altro elemento che ha colpito molto è il fenomeno dei lucchetti: Ponte Milvio improvvisamente è diventato una leggenda, una meta desiderata, un passaggio obbligato nella città di Roma per gli innamorati. Chi ci va trova frasi firmate da nomi stranieri, che si sono recati lì a porre il loro lucchetto e a buttare le chiavi. Dei miei libri si parla tanto perché sono stati un vero e proprio caso. Poi perché sono ambientati a Roma, in una città nota in tutto il mondo. Giovani e meno giovani trovano nelle mie storie un sentimento in cui qualunque paese si riconosce.”

Ilaria Salzano