Russia: trionfa la canzone “Koza Nostra”, elogio alla mafia siciliana

La copertina dell'album "Koza Nostra" in cirillico, realizzato da Glukoza nel 2003

L’Italia si distingue per l’ennesima volta in terra straniera grazie al suo stereotipo più famoso: la mafia.

In quest’occasione, è la Russia a ospitare l’antico cliché italiano, stavolta in campo musicale. Infatti, “Koza Nostra ” è uno dei brani più trasmessi e ballati nei locali notturni di Mosca, San Pietroburgo e di altre numerose città della nazione. La canzone si ispira alla mafia siciliana ed è cantata da Glukoza, bionda artista russa, che qualche anno fa aveva vinto la versione russa di “Amici”.

Il brano, edito nel 2003 e riscoperto ora nelle discoteche, è riuscito a scalare la hit parade e ha conquistato numerosi utenti anche su YouTube. In particolare, il videoclip è girato come un videogioco in versione tridimensionale, dove una ragazza, dopo aver indossato gli occhiali da sole, può scegliere tra un vestito da sposa e un giubbotto antiproiettili. La scelta cade sul secondo, così la giovane imbraccia un Kalashnikov e inizia crudeli e feroci scorribande in giro per la città. Omicidi, sparatorie, attentati e autobombe descrivono le avventure della ragazza, mentre scorrono fiumi di sangue.

Le parole hanno un significato superficiale, poiché parlano di maschi bugiardi e di donne ingannate, alle quali si “consiglia” la vendetta. Le immagini sono fondamentali e inviano il forte messaggio inquietante che “essere mafiosi vuol dire essere potenti”, essere quelli che hanno sempre l’ultima parola e che ottengono quello che desiderano. Sono coloro che, come canta Glukoza, “mettono tutti e tutto sotto il tacco”. Il ritornello e l’insistente ripetizione delle parole “Koza nostra” si fissano nelle menti e diventano quasi una parola d’ordine, uno stile di vita.

La moralità in questo caso sembra portata in secondo piano. Canzoni e film offrono al pubblico l’esempio negativo secondo cui “mafia è bello”. Sulla stessa strada, si insegna che la mafia è dovunque e se hai un problema e desideri una rapida soluzione devi rivolgerti al boss dell’organizzazione malavitosa, lui può tutto.

In Russia, il presidente Medvedev ha lanciato l’allarme sull’eccessiva contaminazione della mafia nella società e nelle sue concezioni. Gli uomini di cultura si interrogano sui motivi dell’esaltazione della criminalità organizzata fatta dai mass media. Le tv, invece di inneggiare a spada tratta all’icona del mafioso, dovrebbero porre dei filtri e spiegare ai giovani cos’è realmente quell’organizzazione chiamata mafia e cosa implica, soprattutto per il loro futuro.

Emanuele Ballacci