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Turchia reagisce con rabbia al voto USA sul genocidio degli Armeni

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Foto d'epoca di una delle numerose stragi ad opera degli Ottomani

La Turchia ha reagito con sdegno alla risoluzione votata dalla commissione Esteri della Camera degli Stati Uniti, che definisce come “genocidio” le uccisioni degli Armeni durante la I Guerra Mondiale.

Il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha detto che il suo Paese è stato accusato di un crimine che non ha commesso, aggiungendo che la decisione della commissione potrebbe danneggiare le relazioni tra Turchia e USA.
Ankara ha richiamato il suo ambasciatore a Washington per consultazioni e sta prendendo in considerazione altre iniziative diplomatiche.
La Casa Bianca aveva sollecitato il voto contrario alla risoluzione.

Il governo turco, un alleato chiave per l’America e fedele membro della NATO, aveva cercato di influenzare il Congresso USA (l’equivalente del nostro Parlamento) affinché non votasse su questa questione.
Nel 2007, una mozione simile aveva passato la fase dell’esame in commissione, ma era stata poi accantonata prima che arrivasse in Parlamento per il voto finale, in seguito alle pressioni dell’amministrazione dell’allora presidente George W. Bush.

La risoluzione è stata approvata con 23 voti favorevoli e 22 contrari.
Questa chiede al Presidente Barack Obama di garantire che la politica estera degli Stati Uniti rifletta una maggiore comprensione del genocidio, e di riconoscere le vittime di questo, come tali, nel suo discorso annuale.
Il Presidente turco Abdullah Gul ha reagito con rabbia al voto della commissione, dicendo che “è un’ingiustizia fatta alla Storia” e che “la Turchia non sarà responsabile degli effetti negativi che questa decisione porterà”.
La Turchia ammette che siano state compiute delle atrocità, ma dice che erano parte della guerra e che non c’è stato uno sforzo sistematico di distruggere il popolo armeno cristiano.

Il governo armeno ha applaudito al voto, definendolo “un passo importante verso la prevenzione dei crimini contro l’umanità“.
Nell’ottobre dello scorso anno, la Turchia e l’Armenia hanno firmato uno storico accordo che normalizza le relazioni tra di essi dopo un secolo di ostilità.

Centinaia di migliaia di Armeni morirono nel 1915, quando furono deportati in massa dall’Anatolia orientale dall’Impero Ottomano.
Vennero uccisi dai militari o morirono di fame e malattie.

Ivan Rocchi