La Merkel conferma: nessun aiuto alla Grecia da Berlino

Ha lasciato l’immagine di un clima migliore del previsto l’incontro di ieri tra George Papandreou e Angela Merkel. Almeno stando alla situazione degli ultimi giorni, con Atene che ha visto le prime manifestazioni di protesta e le dichiarazioni di alcuni esponenti politici della destra tedesca che invitavano provocatoriamente la Grecia a cedere alcune isole per risanare i conti, fino alle parole del Ministro delle  Rainer Bruederle che giusto ieri a poche ore dell’incontro sentiva il bisogno di ricordare che Berlino non avrebbe scucito un Euro.  

Volti e parole più distesi, si è detto, dopo l’incontro. La Merkel ha infatti specificato che, se è vero che di aiuti economici non ve ne saranno, è solo perchè attualmente non ve ne è la necessità. La stabilità della Grecia, così come di tutta la zona Euro, è infatti assolutamente fuori pericolo, e si conta che lo sarà fino al termine della crisi. In termini positivi del resto si è espresso anche il Presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, che ha sottolineato come, stante la disponibilità a non lasciare sola la Grecia, l’applicazione seria e rigorosa delle soluzioni ventilate da Papandreou e la fiducia degli investitori internazionali saranno sufficienti.  Il riferimento è anche al fatto che finanziatori della Grecia in questa fase sono in buona parte investitori istituzionali inglesi e tedeschi, e che in generale una cospicua percentuale dei bond greci, si dice circa un 85%, sia in mano a investitori stranieri.

Proprio quello dell’importante bond greco è uno dei problemi sul tavolo, in quanto la situazione contingente ha portato il rendimento dei titoli fino a oltre il 6%, quantità che Papandreou ha ritenuto iniqua. Tanto da ventilare, in caso di mancato intervento, un ricorso al Fondo Monetario Internazionale, ipotesi che Jean Claude Trichet ha già provveduto a stigmatizzare. E mentre Papandreou cerca di correre ai ripari con la diplomazia (nei prossimi giorni incontrerà prima Sarkozy e in seguito Obama, in Grecia la tensione sale. Prossimo appuntamento lo sciopero generale dell’ 11 marzo.