Beppe Grillo e Federazione della Sinistra: “colpo di Stato”

Anche Grillo, impegnato nella campagna elettorale per il suo Movimento 5 Stelle, è intervenuto oggi sul suo blog per denunciare il “colpo di Stato” avvenuto ieri sera attraverso l’approvazione del decreto interpretativo voluto dal Governo e firmato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Da questa notte l’Italia non è più, ufficialmente, una democrazia. – ha scritto – La magistratura è fuori gioco. […] Il Parlamento è fuori gioco. Le leggi, anzi i decreti legge del Governo, sottratti alla discussione parlamentare, sono la norma. La firma di Morfeo Napolitano è sempre scontata. E ora, persino l’interpretazione delle leggi è soggetta a Berlusconi, è compito del Governo. Io Berlusconi, io La Russa, io Cicchitto, io Maroni, io Gasparri, io Napolitano… io sono io e voi, cari italiani, miei sudditi, non siete un cazzo. Io emano le leggi, le interpreto e regno. […] Da oggi inizia una nuova Resistenza, l’Italia non è proprietà privata di questi scalzacani. Questa legge porcata in un certo senso è un bene. Ora è chiaro che il Paese si divide in golpisti e democratici. Noi e loro. La Grecia è vicina e forse ci darà una mano. Tloc, tloc, tloc. Girano le pale. Tloc, tloc, tloc. Si scaldano gli elicotteri.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure”.

Anche la Federazione della Sinistra (Prc, Pdci, Socialismo2000, Lavoro e Solidarietà), parla di golpe, esprimendo solidarietà al popolo mobilitatosi in Grecia contro crisi.
“Esprimo – ha scritto in una nota Paolo Ferrero, portavoce della FdS – la piena solidarietà mia personale e di tutta la Federazione della Sinistra ai lavoratori e ai sindacalisti greci scesi in sciopero e che protestano oggi in tutte le città della Grecia e che hanno subito cariche da parte della polizia e violenze e intimidazioni di ogni tipo. […] La crisi, in Grecia come in tutt’Europa, devono pagarla i padroni e le banche che continuano ad arricchirsi e a fare profitti, non certo i lavoratori. Siamo e saremo al loro fianco”.
Sulla situazione italiana, annunciando anche un imponente mobilitazione in vista dello sciopero generale del 12 marzo in difesa dell’articolo 18, ha aggiunto che “si tratta di un atto arbitrario, indegno della civiltà giuridica democratica; un provvedimento ad hoc che si infischia completamente di quel quadro condiviso di regole e della separazione dei poteri preposti alla loro vigilanza che costituiscono il presupposto di qualsiasi competizione elettorale regolare”.
E’ la notte della Repubblica. – ha concluso Oliviero Diliberto – La fine dello Stato di Diritto. La decisione del Consiglio dei Ministri segna la morte della democrazia. Ora piu che mai e’ necessario che il popolo dei sinceri democratici scenda in piazza e si mobiliti”