Cassazione: risarcimento danni se il tour operator tradisce l’aspettativa

La Cassazione si è pronunciata: i tour operator devono risarcire i danni ai turisti che acquistano un viaggio organizzato che poi non corrisponde al meraviglioso paesaggio promesso tramite i depliant pubblicitari, che spesso esibiscono foto incantevoli e didascalie importanti completamente diversi dalla realtà.

“L’organizzatore o il venditore” che offrono un pacchetto turistico “assumono specifici obblighi soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalità di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi che vanno esattamente adempiuti” sulla base delle promesse dei “depliant illustrativi”.

Così la Terza sezione civile, con la sentenza 5189/2010, ha confermato la condanna ad Alpitour, famoso tour operator italiano, già condannato in appello dalla Corte di Trieste, che dovrà pagare un risarcimento danni – patrimoniale e non- a una coppia di Pordenone. La coppia friulana acquistònel 1999 un pacchetto vacanze per una settimana a Creta, ma arrivata nell’isola trovò soltanto una spiaggia sporca e un mare visibilmente inquinato da idrocarburi, che per niente corrispondevano alle paradisiache spiagge cretesi immortalate sul depliant pubblicitario.

Nonostante i fatti della controversia risalgono a undici anni fa, e in quest’arco di tempo siano entrate in vigore norme nuove, come il Codice del consumo, dlgs 206/2005, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso avanzato dall’Alpitour, dichiarando: ”Il contratto avente ad oggetto un pacchetto turistico ‘tutto compreso’, sottoscritto dall’utente sulla base di una articolata proposta contrattuale, spesso basata su un depliant illustrativo, l’organizzatore o il venditore assumono specifici obblighi, soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalita’ di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi, che vanno esattamente adempiuti”.

Quindi, hanno aggiunto i giudici di piazza Cavour, “ove, come nel caso in esame, la prestazione non sia esattamente realizzata, sulla base di un criterio medio di diligenza, si configura responsabilità contrattuale, tranne nel caso in cui, organizzatore o venditore non forniscano adeguata prova di un inadempimento ad essi non imputabile”.

Martina Guastella