Decreto “salvaliste”: Di Pietro contro Napolitano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:53

Antonio Di Pietro tuona contro il decreto “salvaliste”, il decreto “scudo” che salva le candidature di Formigoni in Lombardia e della Polverini nel Lazio, e le rispettive liste. Il leader dell’Italia dei Valori, chiama in causa per primo il presidente della repubblica Giorgio Napolitano: “Ieri sera appena ho saputo che Napolitano aveva firmato la legge salva Pdl ho pensato tra me e me che il presidente della Repubblica si era comportato da Ponzio Pilato, più tardi ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se così fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l’arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta”.

Gli risponde con durezza il portavoce del Pdl Daniele Capezzone, che afferma che è “indecente che Di Pietro parli di inpeachment”, liquidando la questione etichettandola inspiegabilmente come complotto della sinistra: “Ma davvero la sinistra sperava di buttare fuori gara i suoi antagonisti e di correre in beata solitudine? […] Ora, Bersani, Bonino, Di Pietro, visto che non sono stati capaci di rispettare i loro avversari, dovrebbero almeno sforzarsi di rispettare gli elettori, a cui viene restituita dal decreto la possibilità di esercitare il loro diritto di voto, e il Quirinale, che si è mosso con scrupolo e senso di responsabilità”.

Il popolo viola, la rete di associazioni in difesa della Costituzione autogeneratasi da internet, si è riunito questa mattina di fronte a Montecitorio per protestare contro il decreto del Governo. Il leader del Pd, Pierluigi Bersani, insieme ad Emma Bonino, lo stesso Di Pietro ed altri responsabili del centrosinistra, stanno valutando l’idea di una manifestazione unitaria dell’opposizione; in giornata dovrebbero riunirsi i resonsabili laziali dei partiti per decidere.

Il Pdl sta cercando in tutti i modi di strumentalizzare a proprio favore un errore macroscopico dovuto a leggerezze e tensioni interne, che hanno prodotto un walzer di nomi che alla fine ha contribuito al ritardo nella presentazione delle liste. Le parole degli esponenti della maggioranza, stanno cercando di confondere i cittadini tramite l’utilizzo della solita novella del complotto. C’è da sperare che il minor numero possibile di italiani creda a questo modo vergognoso di condurre la campagna elettorale per le regionali. Intanto, Napolitano ha dimostrato nuovamente la sua debolezza di fronte ad una violazione legalizzata delle regole.

Stefano Bernardi