Gerusalemme: scontri tra polizia e palestinesi

A Gerusalemme sono scoppiati violenti scontri quando alcuni fedeli musulmani, per protestare contro il piano governativo israeliano di inserire alcuni siti sacri della Cisgiordania e di Gerusalemme dell’est  nel patrimonio culturale del paese ebraico, hanno iniziato a lanciare pietre sui fedeli ebraici che pregavano sul muro del pianto.

Secondo quanto riferito dal portavoce della polizia israeliana Shmulik Ben Rubi alla radio militare israeliana, le unità antisommossa sono intervenute nella Spianate delle Moschee lanciando gas lacrimogeno in risposta alla pioggia di pietre che li investiva.

Ci sono almeno sessanta feriti tra i manifestanti musulmani e sei poliziotti sono stati medicati per ferite leggere, mentre una dozzina hanno riportato lievi contusioni.

Questo non è che l’ultimo di una serie di incidenti avvenuti dopo la decisione del governo israeliano di includere la Tomba dei Partriarchi a Hebron e la Tomba di Rachele a Betlemme nella lista del patrimonio culturale ebraico, luoghi sacri anche per il mondo islamico.

Molti siti sacri sono contesi dalle due religioni e sono spesso oggetto di grandi polemiche e talvota, come in questi casi, di scontri veri e propri. Anche lo stesso Muro del Pianto, considerato sacro dagli Ebrai, è considerato dai musulmani solo come un proprio luogo di culto chiamato Muro al-Buraq, parte della moschea di Al-Aqsa, il luogo più sacro della regione.

Diversi scontri sono accaduti anche in altre città della Cisgiordania e secondo alcuni medici della zona, a Nabi Saleh, un villaggio vicino a Ramallah, un ragazzino di 14 anni è rimasto ferito gravemente da un proiettile di gomma che l’ha colpito in testa.

Sebastiano Destri