Il decreto interpretativo e le aspettative dell’opposizione

Ora che le cose sono andate come da più parti si era previsto, ora che le liste P.D.L  di Lazio e Lombardia sono state riammesse, rientrando per merito del Governo da una finestra che, forse, non avrebbe nemmeno dovuto esistere, ma che è stata velocemente “aperta” anche dal Capo dello Stato,  va fatto un ragionamento sulle reali aspettative dell’opposizione, intesa nella sua versione più “allargata”, rispetto all’esclusione delle liste e alla possibilità dello svolgersi delle elezioni regionali del prossimo 28 e 29 corrente mese senza che il partito di maggioranza potesse parteciparvi in due delle maggiori regioni italiane.

Gran parte di quel che si è detto in questi giorni, e si è detto veramente tanto, ha solide basi di verità;  lascia infatti increduli, l’incapacità di un partito espressione della maggioranza di Governo e si presume quindi anche di quella del popolo, di raccogliere il numero stabilito di firme e di consegnarle in tempo, con tutti i crismi del caso; l’incredulità deriva soprattutto dalla struttura milionaria ( in euro, chiaramente) che c’è dietro questo partito e con milionaria s’intende il fatto che servono milioni di euro per farla funzionare, e ancora di più ne servono in campagna elettorale.

Tutto questo, tra l’altro. è avvenuto in regioni politicamente, sociologicamente, economicamente ed istituzionalmente fondamentali, la Lombardia e il Lazio. Se anche si volesse dare per scontata la veridicità di tutte le teorie difensive diffuse dal P.D.L in questi giorni, la gravità della disorganizzazione del partito di maggioranza rimane comunque di entità tremendamente rilevante.

Possibile che i rappresentati dei radicali che hanno ( avrebbero) impedito fisicamente di entrare ai solerti “paninari” del P.D.L. non abbiano trovato, anch’essi, un “commando specializzato pidiellino”  che li contrastasse? Possibile che il tremendo complotto ( ipotetico)  organizzato dalla sinistra ( insieme ovviamente a  Di Pietro e il suo golpe, Casini e i suoi no e tutte le esistenti liste cosiddette minori) abbia avuto mano libera nel distruggere gran parte della credibilità dell’esercito del bene e che questo stesso esercito non abbia arruolato esperti 007  allo scopo di evitare i tentativi di sovvertire la democrazia? Quest’ultimo concetto, tra l’altro, viene espresso da entrambe le parti politiche, l’una verso l’altra, per motivi opposti.

Un problema di democrazia però, in effetti avrebbe potuto veramente esistere: quello della rappresentanza. Il concetto avvantaggia, ovviamente, le posizioni del P.D.L. ,ma, ragionando oggettivamente, un Governo ( non solo il nostro) non avrebbe mai potuto permettere che  a milioni di elettori venisse  impedito di votare, per questioni procedurali. Tanto più che, come è noto, le liste escluse erano quelle della parte politica al potere, il Governo stesso quindi, che chiaramente aveva ogni interesse a risolvere la questione in modo positivo ( per sè stesso) , con un mezzo, con un altro, o con un altro ancora.

Ciò che non si è capito bene però è cosa l’opposizione si aspettasse in merito alla questione; non si è riusciti a comprendere infatti se, soprattutto i “Bersaniani“, termine parafrasato dai Bersaglieri, corpo militare e orgoglio musicale italiano, fossero realmente convinti che il P.D.L. essendo al (il) Governo, non ponesse  rimedio al danno che si era auto-provocato. La strategia probabilmente è stata quella di aspettare i due gradi di giudizio ( in entrambe le regioni), nel tentativo di evitare figuracce; ma, una volta presa coscienza del fatto che anche il Tar avrebbe espresso il suo parere  in senso negativo, l’attesa verso lo stesso sarebbe stata totalmente inutile; è stato quindi deciso di utilizzare lo strumento del decreto interpretativo.

In alternativa,tutto ciò che il PD ha detto sull’argomento liste escluse ,aggrappandosi alle “regole che vanno rispettate“, ben conscio però che alle elezioni ci sarebbero state tutte queste benedette liste , è stata pura campagna elettorale, volta a denigrare le capacità organizzative e quindi direttive ( riferendosi al “dirigere il Paese”) dell’avversario. La cosa per altro, visti gli errori compiuti dal P.D.L e vista anche in alcuni casi la spavalderia di presentarsi quasi all’ultimo momento all’ufficio circoscrizionale per il disbrigo delle pratiche che tanto caos hannoc reato, sembra essere ampiamente giustificata.

A.S.