La polizia postale trova l’autore del gruppo anti down su Facebook

Roma, 6 marzo. Identificato oggi dalla polizia postale l’autore della pagina di Facebook che si intitolava “Giochiamo al bersaglio con i bambini down“, apparsa non molti giorni fa, come tutti ricorderanno, suo popolare social network.

Il colpevole ha ora un aspetto, se non più innocente, più vicino almeno a quel che ispira la ricerca di una spiegazione, e sarà una spiegazione che avrà il sentore di una esigenza profonda, o di un dolore inespresso, magari di un trauma nascosto, uno shock subito. Insomma, il carnefice assume i colori di vittima, o co-vittima nella situazione.

Si tratta infatti di un ragazzo giovanissimo, cingalese, 19 anni, affetto da disturbi comportamentali e che era già sottoposto a trattamento ed assistenza psichiatrica. Il cingalese, identificato e ritrovato nella sua abitazione presso Roma, ha confessato apertamente le proprie responsabilità.

Le indagini, durate non molti giorni, sono state svolte ad opera del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, e del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania, per delega della Procura di Catania.

Del ragazzo non sono state comunicate, ovviamente, le generalità e neppure la zona esatta di residenza, che sarebbe comunque una località piuttosto isolata della periferia di Roma. Alle domande della polizia, il poco più che bambino si è giustificato candidamente parlando della sua aspettativa di avere molti amici su Facebook.

Si definisce in gergo “trolling” l’uso che spinge gli utenti del social network creare gruppi originali con il solo scopo di ottenere il maggior numero di  iscritti possibile. Sarebbero soprattutto i giovanissimi patiti di hobbies informatici, a coltivare quest’usanza, quasi come vizio nei casi estremi.

Il giovane, ad ogni modo è stato denunciato per  istigazione a delinquere, come era stato già annunciato dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, quando si trattava ancora di anonimo utente fuori luogo. Un vasto quantitativo di materiale informatico è stato inoltre sequestrato al ragazzo, ed è in queste ore al vaglio degli investigatori.

S. K.