La Russa difende il decreto: abbiamo evitato l’Unione Sovietica

Non potevamo aspettare: questo decreto serve al Tar per decidere meglio. Ora è impossibile che ci dia torto“. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, non ha dubbi e sottopone al Tar una considerazione che sa di avvertimento.

Il decreto interpretativo, che cercherà di riammettere le liste “bandite” nel Lazio e in Lombardia, andava fatto. Di più: andava urgentemente approvato per scongiurare il rischio di un proseguimento antidemocratico. “Non si poteva per un timbro – ha spiegato La Russa in un’intervista al Corriere della Sera – impedire il voto di nove milioni di italiani: sarebbe stata una pretesa da Unione Sovietica”.

Da qui la necessità di correre ai ripari. “All’inizio – ha continuato il responsabile della Difesa – volevamo un decreto innovativo, per riaprire la possibilità di presentare le liste. Ma abbiamo capito che non c’era il gradimento del capo dello Stato, quindi abbiamo fatto una norma interpretativa per coprire i vuoti di legge”.

“A Roma, per esempio – ha puntualizzato il ministro –  se chi viene a presentare le liste trova occupata la cancelleria, che succede? La legge non lo regolamenta”.

Precisazioni dalle quali non si poteva prescindere e che, secondo l’esecutivo, meritavano un doveroso approfondimento. E sulla opportunità di giungere a un “compromesso” con l’opposizione (come suggerito dal presidente Napolitano in un primo momento), La russa ha così risposto: “Avremmo preferito scriverlo con loro (l’opposizione, ndr), il decreto, ma avendo esaurito scorciatoie giudiziarie, conflitti d’interesse e gossip hanno preferito usare questa strada”.

Quindi concentra le critiche sul leader dell’Idv che a proposito del decreto interpretativo varato ha parlato di “golpe”.  “Lo dice – ha precisato il ministro La Russa – senza neppure avere letto il testo, che noi abbiamo cambiato tre volte. E’ la prova provata di un preconcetto“.

Di Pietro vuole le forze armate? – ha scherzato il ministro –  Prima mi accusava di fare la marcia su Roma, ora forse il colpo di Stato lo vuole fare lui?”.

Quanto al via libera da parte del Quirinale: “Ringrazio tantissimo il capo dello Stato – ha scandito il responsabile della Difesa – sin dall’inizio aveva espresso la sua preoccupazione per quello che ha definito un pasticcio”.

Una preoccupazione foriera di decisioni importanti. E di parte.

Maria Saporito