Sì alla perizia sul Lodo Mondadori, ma non quella richiesta da Fininvest

La seconda Corte d’Appello civile di Milano ha ammesso d’ufficio la richiesta di consulenza nella vicenda del Lodo Mondadori che vede contrapposta Cir e Fininvest. I giudici hanno nominato tre esperti che verranno convocati il 9 Marzo alle 12 in aula per il giuramento. La Cir di Carlo De Benedetti, in primo grado, si era vista riconoscere il risarcimento da parte di Fininvest di 750 milioni di euro.

La Corte d’Appello civile non ha accolto la richiesta da parte di Fininvest di operare una consulenta sulla congruità del prezzo di mercato che era stato stabilito per le azioni Mondadori nel 1991.

Il Lodo Mondadori è un episodio della cosiddetta Guerra di Segrate, un acerrimo scontro giudiziario-finanziario tra due imprenditori italiani, Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, per il possesso della nota casa editrice.

A metà degli anni ottanta, Silvio Berlusconi acquissce quote sempre più consistenti della Mondadori, pur rimanendo in minoranza. Il 1987 è l’anno della morte di Mario Formenton, gestore della casa editrice per conto della famiglia Mondadori dopo la morte, nel 1971, di Arnoldo. In questo modo si apre una vera e propria “guerra” di successione. De Benedetti, amico e socio di Formenton, aveva convinto la Famiglia a stipulare un contratto per la vendita alla sua Cir delle azioni della socierà entro il 30 Gennaio 1991. Poco dopo, nel 1989, la famiglia Formenton cambiò idea e si schierò dalla parte di Berlusconi, che diventò presidente nel Novembre 1989. De Benedetti, forte dell’accordo stipulato con la famiglia, ovviamente protestò e si decide quindi di affidare la questione ad un lodo arbitrale.

La vicenda giudiziaria riguarda il pagamento di tangenti per ottenere un lodo  favorevole alla parte di Berlusconi; il processo che è scaturito dalla vicenda, infatti, ha visto tra gli imputati lo stesso Berlusconi e i suoi più stretti collaboratori, tra cui Cesare Previti.

Stefano Bernardi