USA: sparatoria al Pentagono, un morto e due feriti

In una stazione della metropolitana un uomo si incammina verso l’entrata di un palazzo con delle guardie all’ ingresso,  e alla richiesta del pass l’uomo in tutta risposta estrae un’ arma e comincia a sparare, colpendo due delle tre guardie all’entrata e rimanendo a sua volta ferito.

E’ successo alle 18:40 (1:40 in Italia) di venerdì 5 marzo d Arlington, Virginia, divisa da Washington solo dal fiume Potomac e il palazzo in questione è la sede del ministero della difesa americano, meglio conosciuto come Pentagono.

“Sembrava calmo e ha cominciato a sparare senza tradire nessuna emozione. Quando gli agenti gli hanno chiesto di esibire il pass ha estratto un’arma dalla tasca e ha cominciato a sparare senza dire niente”. Questa la descrizione da Richard Keevil, responsabile della sicurezza  del Ministero della Difesa americano.

“Due agenti di sicurezza del Pentagono e l’uomo che ha aperto il fuoco sono rimasti feriti”, così invece il comandante Wendy Snyder, un portavoce del Pentagono

L’uomo che ha tentato l’irruzzione si chiamava John Patrick Bedell, californiano di 36 anni, ed è deceduto dopo l’arresto, al George Washington University Hospital , a seguito delle ferite riportate dopo la sparatoria con gli agenti. Bedell aveva già mostrato la volontà di attaccare il Pentagono annunciando sul web il suo attacco.

Il gesto, apparentemente immotivato,  sarebbe da ricondurre alla morte, avvenuta nel 1991, di un colonnello dei Marine, James Sabow, trovato morto nel giardino di casa sua e che, secondo Bedell, sarebbe da collegare con l’attentato dell’11 settembre. La verità della morte del colonnello, che ufficialmente è stato un suicidio, sarebbe stata invece, secondo Bedell, insabbiata dalle autorità militari.

Non sembrano preoccupare invece le condizioni di salute di due dei tre agenti rimasti feriti durante la sparatoria e ricoverati anch’essi al George Washington University Hospital, che dovrebbero riprendersi in poco tempo dalle ferite.

Domenico Garofalo