No Tav contro “Repubblica” e “La Stampa”

I valligiani della Val di Susa, tornati sulle prime pagine dei giornali per le loro imponenti mobilitazioni contro una possibile apertura dei cantieri per la realizzazione della Tav, sono sempre più stanchi dell’atteggiamento di certi giornalisti della zona, “penne note” di “Repubblica” e de “La Stampa”.
Già a febbraio, in seguito alle violente cariche delle forze dell’ordine vicino Coldimosso dove era installata una trivella, alcuni militanti No Tav scesi a Torino avevano bloccato per alcune ore l’uscita dei camion adibiti alla distribuzione sul territorio cittadino de “La Stampa” colpevole, secondi i comitati, di distorcere la realtà per favorire gli interessi dello schieramento Sì Tav.

Sotto attacco, questa volta, oltre allo storico quotidiano dell’imprenditoria del nord, anche “Repubblica“. Giovedì scorso, infatti, un migliaio di valligiani della zona di Buttigliera Alta hanno partecipato ad una fiaccolata che ha “assediato” pacificamente la trivella presente, smontata questa notte dopo appena due giorni, nonostante i progetti prevedessero un carotaggio di circa sei settimane.
L’amara sorpresa, per il fronte No Tav, è arrivata ieri quando, su “Repubblica Torino”, è apparso un articolo che riportava di scontri di frange del movimento con le forze dell’ordine che “avrebbero preso di mira gli agenti con grosse pietre, bengala e utilizzando puntatori laser agli occhi dei poliziotti”.

La prima replica a caldo è giunta direttamente sul sito del quotidiano, con il commento di un lettore. “Ieri sono stato alla manifestazione – ha scritto – e fino alle 24.00 e non è successo nulla di quanto scritto ne tanto meno se ne potevano vedere le avvisaglie, visto che la fiaccolata si è svolta in modo pacifico. Resta il fatto che la valle è militarizzata da migliaia di agenti in tenuta antisommossa comandati da personaggio che dovrebbe stare in galera dopo quanto fatto al G8 di Genova (Spartaco Mortola, ndr. Imputato nel processo per il massacro della scuola Diaz a Genova nel 2001)”.

Questa mattina, in un comunicato diffuso via web, i comitati No Tav hanno commentato ufficialmente quanto scritto da “La Stampa” e da “Repubblica”, offrendo la loro ricostruzione dei fatti.
“Giovedì 1000 persone in strada, – spiega il documento – serata tranquilla, alle 23.30 tutto finito e tutti a casa. Nessun giornalista presente se non qualche fotografo e quelli dei giornali locali che riportano la notizia di una manifestazione pacifica e tranquilla. […] Alle 13.00 (di venerdì, ndr) la questura indice una conferenza stampa dove racconta l’impossibile: scontri, sassaiole, lanci di bengala, chiodi a tre punte. […] Alle esagerazioni ormai ci eravamo abituati, alle invenzioni ancora no. I bengala vengono usati in guerra per illuminare le zone da bombardare. A Buttigliera tuttal’più sono stati scoppiati alcuni petardi che non facevano male a nessuno, solo rumore. Ma è la “sassaiola” quella che colpisce di più, perché inventata di sana pianta, si parla addirittura di un attacco di squadre di professionisti dai boschi…peccato che la trivella sia sita in una piana arata poiché coltivata!”.