Almeno 57 vittime per un terremoto in Turchia

La terra sembra non voler dare tregua all’uomo: dopo Haiti e il Cile adesso tocca anche alla Turchia. Almeno 57 persone sono morte per un violento terremoto, 6.6 gradi di magnitudine ma 8 gradi di intensità, che ha colpito all’alba di oggi il paese. La scossa è stata avvertita alle 4.32 del mattino ora locale, le 3.32 in Italia, ed è durata circa 60 secondi. Alla prima sono seguite circa una trentina di scosse di minore intensità.  

Le zone più colpite dal terremoto sono stati sei villaggi, in particolar modo quelli di Okcular e Yukari Demirci, dove da stamattina si sono concentrati i lavori delle squadre di emergenza. Sei persone sarebbero ancora intrappolate sotto le macerie di una casa, costruita con mattoni di terra secca mista a paglia. 

Le principali autorità turche-come il ministro di Stato Cevdet Yilmaz, il ministro dei Lavori Pubblici Mustafa Demir e quello della Sanità Recep Akdag- si trovano sul posto per seguire i lavori di riscatto, mentre la locale Croce Rossa- che qui ha il nome di Mezzaluna Rossa-ha già inviato generi di prima assistenza per i feriti e 500 tende. Yasar Cagribay, direttore generale di questa organizzazione umanitaria, ha spiegato che la situazione è orribile:  “piove è c’è la nebbia, nessuno può far ritorno a casa”.

Sono già arrivati alla Turchia i primi messaggi di solidarietà e le promesse di aiuto da parte della comunità internazionale. Il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso si è detto preoccupato per le notizie che giungono dopo il sisma ed ha espresso “solidarietà da parte della Commissione europea al presidente della Turchia, al suo governo e alla popolazione e condoglianze alle famiglie delle vittime di quest’ultimo disastro naturale”.

La Turchia non è nuova a questo genere di catastrofi naturali.  Circa dieci anni fa, nel 1999, un fortissimo terremoto provocò la morte di 18.000 persone.

Annastella Palasciano