Calcio, Juventus-Alberto Zaccheroni: “Basta sospetti su di noi”

Non è bastata l’onta di Calciopoli, la retrocessione in serie B, la rinascita societaria, lo stravolgimento dirigenziale e la risurrezione sportiva. Ogni qual volta si parla di Juventus, continua ad esserci la cultura del sospetto. C’è un fallo di mano in area bianconera? E’ calcio di rigore, a priori. Senza nemmeno guardare la moviola. E’ un fatto scontato. Un dictat. Il fallo su Del Piero fuori dall’area di rigore contro il Genoa che si è tramutato in un penalty? Non è svista arbitrale o errore umano. E’ favoreggiamento. E’ sudditanza psicologica. Il primo gol di Diego a Firenze? E’ in nettissimo fuorigioco. A priori. Nemmeno i replay e le moviole nel dopo-partita sono bastati a dissipare i dubbi. “I gobbi hanno rubato”. In radiocronaca si è persino sentito: “Fuorigioco di almeno un metro”. Senza alcun dubbio. Ma chi era a casa, prima di gridare allo scandalo, ha almeno aspettato di rivedere le immagini. Ormai la cultura del sospetto viaggia di pari passo con la Signora. E anche Alberto Zaccheroni s’è stufato di questa tendenza: “L’idea di una Juve aiutata è una costante del campionato italiano: faceva parte del passato e ora anche del presente”, ha detto il tecnico bianconero ai microfoni di Sky Sport 24. “È stato creato un clima di sospetti attorno alle nostre partite che rende difficile il lavoro per il direttore di gara e i suoi collaboratori. È chiaro che ogni qualvolta c’è un episodio sospetto, si va contro la Juventus”. Questa la risposta del traghettatore emiliano a chi insinua favori alla squadra bianconera. “E’ una teoria portata avanti da chi non è presente neanche alle nostre partite. Anche se è difficile da capire il perchè, visto che non siamo diretti concorrenti”. Sull’ultimo episodio contestato, il contrasto tra Chiellini e Keirrison di ieri sul quale la Fiorentina ha chiesto il calcio di rigore, Zaccheroni dà la sua versione: “Manninger era decisamente in vantaggio sui due. Giorgio (Chiellini, ndr) non l’ha nemmeno visto e si è proteso per prendere la palla. Comunque voglio precisare che, anche se fosse stato fallo, mi sembra che fosse fuori dall’area di rigore e non dentro. Quindi non sarebbe stato un episodio decisivo”. Ma tanto la “guerra mediatica”, sull’onda lunga di Calciopoli, accompagnerà la Juventus ancora per molto, troppo tempo. E la cosa comincia a stufare. Non soltanto chi è tifoso bianconero. Il gioco al massacro durerà all’infinito. E questo non aiuta il goco del calcio, anzi. Contribuisce soltanto a rompere il giocattolo, e non soltanto quello. Una volta fatto fuori Luciano Moggi (che tra l’altro è stato pure assolto, ndr), il problema non era stato risolto? Il calcio non si era ripulito? Evidentemente no! Il marcio resta. Nella mente umana. Nella cultura del sospetto che è insita nell’italiano medio.

Andrea Bonino