Cina: ecco la strategia per l’Afghanistan

 

L’XI Congresso Nazionale del Popolo, evento centrale nella vita politica cinese, ha ospitato a lato delle sue sessioni un’importante conferenza stampa del ministro degli Esteri Yang Jiechi.

I giornalisti, stranieri e no, presenti nella capitale ieri hanno posto domande sui temi fondamentali della politica estera cinese che, tra i vari argomenti trattati, hanno toccato la complessa situazione in Afganistan. 

Yang ha sottolineato che la Repubblica Popolare Cinese vuole continuare nell’opera di ricostruzione del Paese, impegnandosi in alcuni settori chiave per il ritorno alla normalità: scuole, formazione, ospedali, infrastrutture.

Tuttavia è stato negato un dispiegamento di forze armate cinesi per fronteggiare la presenza dei talebani, seguendo una prospettiva tornata in primo piano negli ultimi tempi: una soluzione politica per arrivare, attraverso mediazioni e accordi, alla stabilità del Paese.

 

Yang ha sottolineato i progressi compiuti dal governo e dal popolo afgano, anche se gravi problemi come terrorismo e traffico di droga restano radicati. Lo stesso ministro ha partecipato a conferenze internazionali sull’Afghanistan a Istanbul e a Londra, esprimendo il suo pieno sostegno al presidente Hamid Karzai.

Il riferimento al ruolo importante giocato dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU (e quindi anche dalla Cina che ne è membro) è stato seguito da quelli sui buoni rapporti di cooperazione con Pakistan e Russia. Quest’ultima è stata definita un modello di partnership tra grandi potenze, mentre parole meno dolci sono state riservate agli Stati Uniti.

In effetti, con la rete di relazioni intessuta con Kabul da un lato, e Mosca e Islamabad dall’altro, la Cina sta controllando da vicino la situazione afgana, fondamentale sia come snodo energetico (per le riserve e il passaggio di gas e di petrolio), sia come base di estremisti islamici (vedi controllo della regione cinese dello Xinjiang a forte presenza musulmana).

Senza dover scendere direttamente sul terreno con il suo esercito, come temuto da alcuni analisti politici, Pechino è presente in Afganistan.

 

L. Denaro