Coldiretti contro Ogm: tuteliamo l’agricoltura italiana

Il presidente di Coldiretti Brescia, Ettore Prandini commenta un articolo inerente agli Ogm, pubblicato martedì 3 marzo dall‘Osservatore Romano.

Approviamo con soddisfazione anche la posizione del Vaticano che ci incoraggia a sostenere un modello di sviluppo economico e agroalimentare a misura d’uomo per eliminare le effettive cause della fame nel mondo, motivazioni soprattutto di natura sociale e istituzionale anziché collegabili a problemi produttivi”.

Il nostro progetto per una filiera agricola tutta italiana – spiega il presidente –  vuole difendere e tutelare l’agricoltura italiana salvaguardando il vero Made in Italy, il cui valore sta nell’origine delle materie prime legate al territorio, nella tipicità e nella naturale autenticità dei nostri prodotti”.

Per questo Prandini avverte, che la Coldiretti si impegnerà ad attuare qualsiasi iniziativa, volta a  garantire ai territori agricoli del nostro paese, la libertà da ogni coltivazione geneticamente modificata.

“Sosterremo con forza la posizione del ministero delle Politiche Agricole di avviare la procedura per richiedere alla Commissione Europea la clausola di salvaguardia attraverso cui bloccare la commercializzazione e la produzione in pieno campo di colture biotech nei nostri territori”.

L’idea che gli OGM possano risolvere il problema della fame nel mondo è stato smentito dal rapporto annuale 2009 dell’International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA).

Le persone che soffrono la fame infatti, risultano cresciute del 9 per cento toccando il picco di 1,02 miliardi, il livello più alto, secondo la Fao, dal 1970, registrato nonostante l’aumento del 7 per cento dei terreni coltivati con Ogm, che hanno raggiunto i 125 milioni di ettari in soli 25 paesi nel mondo.

“È fuori discussione – aggiunge Ettore Prandini – che nei paesi in via di sviluppo siano innanzitutto necessarie politiche agricole regionali e tecnologie che non accrescano la dipendenza dalle multinazionali estere. Da vent’anni ormai si coltivano Ogm nel mondo e nei paesi in via di sviluppo dove la fame anziché diminuire è aumentata. Alle agricolture di tutto il mondo devono essere garantiti credito e investimenti adeguati, ma soprattutto è necessaria l’applicazione di regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino vergognose speculazioni, garantendo assoluta trasparenza e informazione ai consumatori”.

g.