Impulsi magnetici contro l’emicrania

Una tecnica che invia impulsi magnetici, usata contro la depressione si rivela efficace anche contro l’emicrania.

Lo studio condotto da Richard Lipton, uno dei maggiori esperti d’oltreoceano in fatto di cefalee, che lavora all’Albert Einstein College di New York, spiega come la TMS (stimolazione magnetica transcranica) sarebbe utile per contrastare l’emicrania con aura.

La ricerca pubblicata sul Lancet Neurology è stata condotta su 164 pazienti che soffrivano di emicrania, tra questi, coloro che hanno usufruito della stimolazione, entro due ore e per la successiva giornata, hanno visto calare gli attacchi del 39 per cento, quelli invece che ne avevano ricevuta una finta andavano incontro ad un miglioramento solo per il 22 per cento.

Il trattamento associato a emicrania e depressione però non è nuovo, già nel 2006 i neurologi dell‘Istituto neurologico Besta di Milano, diretti da Gennaro Bussone, riuscirono a curare un’emicranica depressa, attraverso la VNS (stimolazione vagale), ossia una tecnica di microimpulsi elettrici inviati al cervello lungo il nervo vago del collo.

Successivamente due anni fa, gli psichiatri della Pennsylvania University di Boston diretti da John O’Reardon, curarono alcuni pazienti depressi nonché emicranici, con la stimolazione magnetica transcranica. Da questa scoperta pubblicata su Biological Psychiatry, è partito lo studio di Lipton, che l’anno dopo presentò al congresso della Società Americana delle Cefalee di Boston uno studio verificato circa l’efficacia della TMS direttamente sull’emicrania.

Lo strumento prima molto ingrombrante è ora, prodotto in versione “tascabile” negli Stati Uniti, si tratta di un piccolo cubo dotato di manici che il paziente può poggiare dietro la nuca, per automedicarsi immediatamente all’arrivo dell’attacco.

Una parte del mondo scientifico però, ha sollevato perplessità circa l’utilizzo dello strumento senza controllo medico, e gli effetti collaterali, benché questi finora non si siano verificati.

In teoria infatti, gli impulsi magnetici potrebbero modificare circuiti nervosi aberranti, favorendo manifestazioni psicopatologiche anche gravi  come crisi maniacali o allucinazioni.

giulia di trinca