In 3000 contro la ricetta per la pillola del giorno dopo

Per la pillola del giorno dopo (da non confondere con la pillola abortiva!) è necessaria la ricetta medica.
Essendo questa pillola una possibilità per moltissime donne di evitare gravidanze inattese, sono state raccoltre 3000 firme per far abolire l’obbligo della ricetta.

A raccogliere le firme sono stati gli studenti dell’associazione Luca Coscioni; l’intenzione è quella di consegnare proprio oggi le firme al ministro della Salute Fazio, cogliendo l’occasione della festa della donna. Proprio questa mattina alle 11.00 è cominciato un sit-in sul Lungotevere in seguito al quale ci sarà la consegna delle firme e l’incontro col ministro Fazio.
Proprio per sottolineare il tema del sit-in, fanno da scenografia dei palloncini dalla forma di ricetta medica.

Altri illustri personaggi politici che hanno preso parte alla manifestazione sono Annalisa Chirico, segretaria degli studenti dell’associazione Coscioni e  candidata alle regionali nel Lazio con la lista Bonino e Giulia Innocenzi, presidente dell’associazione e conduttrice dello spazio “Generazione zero” della trasmissione “Annozero”.

L’obiettivo degli studenti dell’associazione Luca Coscioni è proprio quello di far sì che la pillola in questione venga liberamente distribuita a donne adulte ma anche a minorenni. “Nelle università e per strada abbiamo raccolto le firme per una petizione popolare con cui chiediamo al ministro Fazio di abolire l’obbligo della ricetta medica per la pillola del giorno dopo”, spiega la Chirico.

“Nonostante il tentativo truffaldino di confonderla con la pillola abortiva, si tratta di un contraccettivo di emergenza” continua la Chierico, “e in Francia è distribuito gratuitamente alle minorenni e in molti altri Paesi, tra cui la civilissima Gran Bretagna, in Belgio e in Spagna, è venduto come un normale farmaco da banco senza ricetta medica”.

L’obiettivo degli studenti dell’associazione è anche quello di “ripristinare il diritto dei cittadini a conoscere, affinché la sessualità sia vissuta in maniera libera e responsabile”.

Proprio ieri, però, il ministro Fazio ha pronunciato il “no” a conclusione delle Giornate Farmaceutiche.
“La decisione spetterà all’Aifa, ma come ministro e come medico escludo nel modo più assoluto l’abolizione della ricetta per la pillola del giorno dopo – ha spiegato Fazio – Ci sono ampie dimostrazioni che la pillola del giorno dopo può causare gravissime complicanze. Il problema è di sicurezza non è assolutamente un problema etico e vorrei che la politica stesse fuori da queste cose”.

Angela Liuzzi