Oscar 2010: Finalmente Jeff Bridges

In molti sospettavano che questa sarebbe stata la volta buona e alla fine il felice epilogo non si è fatto aspettare. Dopo che per ben quattro volte le candidature agli Oscar per Jeff Bridges erano andate a vuoto, stavolta l’attore si toglie una bella soddisfazione e, a sessant’anni suonati, solleva per la prima volta la celebre statuetta. Non importa se per tutto questo tempo la Academy of Motion Picture Arts and Sciences lo ha praticamente ignorato preferendogli altri suoi colleghi; Jeff è rimasto sempre paziente, facendo il suo lavoro con serietà, al punto che da molti è stato sempre considerato uno dei migliori attori della sua generazione. Ebbene, questo Oscar è la dimostrazione che è solo una questione di tempo e che alla fine ogni merito riceve il doveroso e giusto tributo.

La candidatura al premio come miglior attore è arrivata grazie all’interpretazione dell’attore di Los Angeles nel film ‘Crazy Heart’, una pellicola dai temi forti dove il protagonista, un cantante country alcolizzato costretto a passare da uno squallido motel all’altro, prova a rialzare la testa e a risorgere dalle proprie ceneri; la spinta fondamentale verrà data a Bad Blake (questo il nome del personaggio interpretato da Bridges) da una giornalista, che attraverso l’amore riporterà il cantante ma soprattutto l’uomo a riprendere le briglie della propria vita e della sua carriera.

Questo riconoscimento arriva per Jeff Bridges, come detto, dopo ben quattro candidature, di cui le prime tre come attore non protagonista e la quarta invece come attore protagonista; la prima nel 1971 con L’ultimo spettacolo, poi a seguire nel 1974 con Una calibro 20 per lo specialista e nel 2000 con The contender. Nel 1984 ricevette la prima candidatura come attore protagonista per l’intepretazione in Starman e finalmente ieri, ai Premi Oscar del 2010, dopo aver vinto lo scorso gennaio un Golden Globe come migliore attore protagonista in ruolo drammatico con ‘Crazy Heart’, è arrivato il coronamento di una carriera esemplare.

Questo Oscar aveva come un sapore d’obbligo, un encomio necessario per Jeff Bridges che adesso ottiene il riconoscimento ufficiale per poter brillare assieme a tutte le stelle del firmamento del cinema mondiale, anche se per ciò che fatto questa statuetta è soltanto una importantissima e riconosciutissima formalità. Da oggi Jeff smette di essere ufficialmente “il più sottovalutato grande attore della sua generazione“, così come lo definì la critica Janet Malin del New York Times, e può godersi in tutta tranquillità la sua strameritatissima statuetta.

Andrea Camillo