Processo Mediaset: fasi di come si organizza una prescrizione

L'avvocato Niccolò Ghedini

Già la data di oggi del processo Mediaset, che prevedeva una udienza mutilata della presenza della principale parte in causa al fine di venire incontro alle esigenze del Premer, era stata fissata con rassegnato umore da parte della magistratura. Berlusconi l’8 marzo non sarà presente, perché si troverà in Brasile per quella data, avevano avvisato dalla difesa. Si era allora conservata la data per lo svolgimento di una udienza in cui sarebbero stati ascoltati alcuni testimoni, anche senza che necessariamente si insistesse in modo perentorio sulla presenza dell’imputato principale (pratica evidentemente ormai archiviata come poco utile).

Ebbene, la mattinata in tribunale è risultata ad ogni modo superflua del tutto, visto che anche i testimoni  hanno oggi dato forfait. Nessun dei testimoni chiamati in causa da parte delle berlusconiane difese si è presentato oggi in aula.

Il processo sui diritti tv di Mediaset, che vede tra gli imputati Silvio Berlusconi che risponde (o dovrebbe rispondere, se i tempi non porteranno alla prescrizione che a breve vedrà raggiunti i proprio termini di legge) dell’accusa di frode fiscale.

I giudici hanno questa volta rinviato il processo al prossimo 12 aprile. L’avvocato principale di Silvio Berlusconi Niccolò Ghedini si è già apprestato a far sapere che per quella data il presidente del Consiglio si troverà a Washington. Per chi si domandasse che fine abbia fatto il precedente impegno che oggi avrebbe dovuto vedere l’attuale capo del Governo in quel di Rio, Ghedini viene in soccorso della umana curiosità, rispondendo riguardo l’impegno di oggi e quello del 12 aprile, in una volta sola. “Non è detto che ci vada sicuramente – spiega Ghedini – oggi per esempio doveva essere in Brasile e invece non è così. Noi non siamo però in grado di indicare un’altra data”.

Il presidente del Collegio Edoardo D’Avossa, che presiede al procedimento giudiziario, ha finito con l’avanzare una risentita considerazione: “Questa però non è la collaborazione indicata dalla Corte Costituzionale”. A cui Ghedini risponde oggi con candore: “Su 83 udienze abbiamo fatto valere il legittimo impedimento solo due volte”.

S. K.