Salute, gli italiani preferiscono le farmacie

Sono i farmacisti i più amati dagli italiani, seguono ospedali, pronto soccorsi ed infine l’assistenza domiciliare. E’ emerso questo da un’indagine svolta dal Censis commissionata dal ministro della pubblica Salute, Ferruccio Fazio.

Il 97,8% dei cittadini interpellati da’ un giudizio buono o sufficiente delle farmacie, il 92% dei medici di base, l’80% di ospedali e pronto soccorso e il 71% dell’assistenza domiciliare. Dati, che ci inducono a comprendere quanto le farmacie debbano perdere l’aspetto di boutique e diventare un sostegno primario nella salute pubblica.”

Fazio, parla anche della legge 69, che permetterebbe alle farmacie di avere, proprio quel ruolo primario a cui si accennava poco prima. Prenotazione esami, ritiro referti, esami essenziali (sangue, urine, feci) e per non ultimo <<la vendita di prodotti medicinali biologici>>.

Questo è quanto emerso alle “Giornate farmaceutiche piemontesi“, svoltesi dal 6 al 7 marzo, dove si è discusso delle aspettative dei giovani sulle farmacie del futuro.

Interessante come la farmacia sia scelta dagli italiani anche per l’acquisto di creme antirughe, cosmetici e prodotti per l’igiene. “Nelle farmacie viene venduto il 15% di tutti i cosmetici – ha sottolineato l’esperto – e questo canale di vendita è quello in cui i prezzi sono aumentati di meno, con un +0,4% rispetto al 2006, a confronto con un +1,4% di profumerie e grande distribuzione organizzata. I prodotti che ‘tirano’ di più in farmacia, complici le invitanti vetrine che sempre più spesso espongono cartelli pubblicitari, sono quelli legati all’igiene del corpo e del cavo orale, che insieme hanno coperto il 36% dei consumi nel triennio 2005-2007, seguiti dai trattamenti per il corpo (17,8%) e per il viso (16,2%). In ordine decrescente vengono poi i prodotti per bambini (9,4%) e quelli per capelli (8,5%), labbra (5,1%) e mani (2,7%).”

Il farmacista diventa sempre più l’amico degli italiani, surclassando gli ospedali e le lunghe attese per i posti, i pronto soccorsi e le interminabili code che si vengono a creare, a causa, spesso, dell’incapacità a gestire un esubero di arrivi.

Federica Di Matteo