Silvio Berlusconi torna a suonare sulle navi con “il cuore nello zucchero”

C’era una volta Novecento, almeno così ci ha fatto credere Alessandro Baricco, ebbene Novecento era una pianista che ha speso la propria, triste e fugace, esistenza a suonare sulla medesima nave da crociera. Suonava e ripercorreva all’infinito le rotte marittime dell’imbarcazione che era il suo utero naturale.

Ma Novecento non era un self-made man bensì un semplice musicista eccelso ed apollineo…insomma tutta un’altra storia.

Tornando alla realtà odierna c’è Silvio Berlusconi, attuale Presidente del Consiglio nonché uomo emblema del selfelpismo. Partito da una condizione medio borghese ha costruito un impero di dimensioni bibliche nell’arco della propria esistenza.

Nel 2001 la “rivelazione”, galeotto fu l’incontro con il musicista partenopeo Mariano Apicella che ha ridestato nel Cavaliere l’amore mai sopito per la musica, nella fattispecie quella napoletana: infatti nel sostanzioso bouquet di lavoretti, al fine di racimolare i primi guadagni, l’attuale Premier annovera anche l’aver suonato sulle navi da crociera in giovane età.

Secondo indiscrezioni, il 19 marzo Berlusconi potrebbe concedersi un nostalgico tuffo nel passato in occasione della conclusione del viaggio della «nave azzurra», un aliscafo che porterà i candidati del Pdl nei porti della Campania dal 15 al 19 marzo.
«Vi garantisco che ho una gran voglia di tornare a Napoli», ha asserito lo statista intervenendo telefonicamente alla manifestazione del centrodestra che si è svolta ieri a Napoli presso l’hotel Tiberio.

Ed infine l’annuncio: Il leader del Pdl dichiara che raggiungerà il proprio gruppo in compagnia di Mariano Apicella al fine di far debuttare la sua nuova canzone composta per San Valentino che si intitola: «tengo ‘o core dint’ ‘o zucchero» (Ho il cuore nello zucchero).

Chiaramente, oltre alle amenità melodiche, la politica resta la sua priorità; Berlusconi rivolgendosi al coordinatore regionale del suo partito Nicola Cosentino, ha detto:

«Credo che dobbiate essere veramente sereni perché i cittadini campani hanno già capito che c’è bisogno di un cambiamento, la Campania non è più un feudo rosso, governiamo già 180 comuni e tre province, manca solo il colpo finale e cioé la vittoria di Caldoro». Il premier minaccia infine che:

Una eventuale vittoria del centrosinistra rappresenterebbe per il Paese uno Stato di polizia, rimetterebbe l’Ici, aumenterebbe le tasse su Bot e Cct, introdurrebbe la patrimoniale, darebbe ai pm la possibilità di intercettare su tutte le materie, togliendo ogni spazio alla privacy, ed infine aprirebbe le frontiere a tutti gli immigrati, un’ invasione per sovvertire il dato elettorale e far diventare minoranza noi moderati.

Valeria Panzeri