Legittimo impedimento, in Senato è scontro (arrogante) sulla fiducia

Che la discussione in Senato sul legittimo impedimento si sarebbe rivelata carica di tensione era faccenda chiara a tutti. Il facile pronostico si è avverato alle 18 di questa sera quando il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito ha posto la questione di fiducia sul discusso provvedimento. Le 1.700 proposte di modifica avanzate dall’opposizione hanno, infatti, indotto il governo ad autorizzare sospetti sulla volontà, da parte della stessa opposizione, di trascinare la discussione in Aula per le lunghe.

Da qui la decisione di porre la fiducia per accorciare gli eventuali tempi di approvazione della norma elaborata per sollevare il premier Berlusconi dall’onere di dover frequentare le aule dei tribunali per i processi nei quali risulta imputato. La questione di fiducia si voterà domani a partire dalle 17, mentre dalle 19 si succederanno le dichiarazioni di voto che si concluederanno entro le ore 21.

Il clima già surriscaldato si è ulteriormente arroventato quando i capigruppo dei partiti di opposizione hanno avanzato la richiesta di far intervenire il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, direttamente in Aula per motivare personalmente la decisione di porre la fiducia sul legittimo impedimento.

“Non ci scandalizziamo – ha detto il vicepresidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello – che venga richiesta la presenza del governo, ma dei toni con cui questo viene fatto, dell’arroganza. Ci fa pensare che questa sia una strategia legittima ma la cui malafede traspare evidente, e cioè indurre a chiedere la fiducia e poi strapparsi le vesti perché la fiducia, di fronte a 1780 emendamenti, sia stata chiesta”.

“L‘arroganza – ha replicato Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato – è quella di chi pone la fiducia per non fare il suo dovere, che è quello di stare qui due giorni a votare gli emendamenti dell’opposizione ascoltandone le ragioni. Voi siete maestri nell’arroganza, nella prepotenza e nell’oltraggio alla Costituzione”.

Uno scambio accesso al quale ha partecipato anche il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia che ha chiesto di estendere l’invito ad intervenire in Aula  al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in eventuale sostituzione della presenza fisica del Premier. “Ciò che non va – ha detto D’Alia, rivolgendosi a Quagliariello – è l’arroganza di prendere in giro i gruppi d’opposizione. Dovreste un pochino vergognarvi”.

Maria Saporito