Litvinenko padre: per colpa di Putin, l’Italia mi nega l’asilo politico

Walter Litvinenko, padre della spia russa del Kgb Alexandr Litvinenko, morto per avvelenamento nel 2006 a Londra, risiede in Italia dal 2008. Ma è deluso, a quanto dichiara, della politica condotta nei suoi confronti dall’attuale governo, che accusa apertamente di presunto “gioco politico” nei suoi riguardi. Avendo chiesto infatti all’Italia di ricevere il trattamento riservato ai cittadini stranieri in regime di asilo politico, detta prerogativa non gli è stata concessa.

Secondo Litvinenko padre, la mancata attribuzione di quanto domandato allo stato italiano starebbe nelle intenzioni particolari del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di ingraziarsi il favore del Premier russo Vladimir Putin e del Cremlino, con il quale è nota l’intesa politica e l’atmosfera di rapporti amichevoli instaurata dal Capo del governo italiano.

Accuse di cui parla in una particolareggiata intervista pubblicata oggi dal britannico noto quotidiano Guardian, ed alle quali da Palazzo Chigi si è subito provveduto a diffondere la smentita ufficiale: “Le autorità italiane hanno applicato la direttiva europea in materia”, è quanto si comunica.

Parla di minacce, Walter Litvinenko, e di un “gioco politico più grande di lui”. Attualmente risiede a Senigallia, e si sente estremamente inquieto sul suo futuro. Il figlio si trovava coinvolto in un enorme intrigo internazionale, dai risvolti evidentemente tanto pericolosi da essergli costati la vita, e lui teme ripercussioni sulla sua stessa persona da parte delle forze del Kgb, organizzazione per conto della quale lavorava il figlio.

Sempre da parte delle fonti di Palazzo Chigi, che respinge con decisione le accuse mossegli, si rende noto che la famiglia Litvinenko gode del “massimo della protezione possibile secondo le regole internazionali ed europee, il che vuol dire che questa vicenda non ha nulla a che fare con rapporti personali tra i leader“. Quanto concesso ai Litvinenko deriva, a quanto si fa sapere, dal decreto legislativo numero 25 del 2008, tramite il quale i familiari della spia del Kgb hanno ottenuto la protezione “sussidiaria” prevista nel loro caso dalle direttive europee in materia.

Racconta ancora, Litvinenko padre, della sua speranza, fino ad ora delusa, di riuscire a “rifarsi una vita”, aprendo un ristorante a Rimini che avrebbe voluto chiamare “La Terrazza”, e godendo dell’asilo politico da parte dello stato italiano. Invece, a quanto riferisce al giornalista del Guardian, si trova in gravi difficoltà economiche, il ristorante è stato aperto per un breve periodo soltanto, ed ora è chiuso, e lo stato italiano non lo ha aiutato come si sarebbe3 aspettato che facesse.

“Siamo caduti vittima di un gioco politico”, sono le parole di Litvinenko. “Berlusconi non è meglio di Putin. Tutti i governi europei flirtano con Putin. La dipendenza di Berlusconi dal gas russo, significa che non abbiamo asilo”.

Ricordiamo che l’omicidio di Alexandr Litvinenko era avvenuto a mezzo di isotopo radioattivo, e che tutt’oggi sono aperte diverse inchieste concatenate agli eventi della sua morte. Dell’assassinio furono sospettati primariamente le autorità russe ed il Cremlino, al capo del quale era Putin. Un’inchiesta aperta successivamente da parte della polizia britannica, poi, ha portato alla richiesta di estradizione da parte delle autorità britanniche di un “collega” di Litvinenko, l’ex agente del Kgb Andrei Lugovoy, sospettato di aver compiuto egli stesso l’omicidio di Litvinenko.

Da parte del Cremlino, che tiene attualmente agli arresti Lugovoy, la richiesta britannica è ad oggi rimasta inevasa, atteggiamento che contribuisce tuttora ad inasprire i toni esistenti fra i due Paesi su tutti gli argomenti in qualche modo connessi alla vicenda Litvinenko.