Marocchino irrompe in caserma Carabinieri armato di katana

i Carabinieri di Pisa oggi si sono trovati a dover affrontare una minaccia decisamente particolare; un  uomo di origine marocchina, 33 anni, ha fatto irruzione in caserma, katana alla mano, urlando “siamo tutti figli di Allah, Allah è grande”. Il folle è stato ovviamente bloccato nel giro di pochi secondi dagli uomini dell’Arma.

In realtà l’uomo di katane, le leggendarie spade dei samurai giapponesi, ne aveva due, rubate poco prima da un negozio in pieno centro storico. Approfittando dell’apertura del portone della caserma avvenuta per l’uscita di un carabiniere, il nord-africano, ora in stato di arresto, è riuscito a penetrare in caserma e a confessare a tutti la sua fede religiosa nel modo peggiore che gli potesse venire in mente. Il marocchino in questione è già noto alle forze dell’ordine come pregiudicato senza fissa dimora, colpevole in passato di reati come rapina, furto e spaccio, compiuti un po’ in tutto lo stivale;  questo è solo l’ultimo dei suoi exploit, avvenuto verso le 16 di oggi pomeriggio.

Una volta sfondata la vetrina del negozio,specializzato in forniture per le discipline marziali e impossessatosi delle spade gemelle (ma di lunghezza differente), ha reso nota la sua intenzione di andare dai Carabinieri, cosa che ha puntualmente fatto. Penetrato in caserma ha poi iniziato  ad usare una delle due katane effettuando un movimento rotatorio. Non è dato sapere se questo movimento sia stato effettuato roteando la spada sopra la testa, se così fosse, la tecnica ricorderebbe molto da vicino quella utilizzata da alcune tribù guerriere dei deserti del Nord-Africa (e non solo).

Una curiosità: la katana giapponese è,come accennato precedente, l’arma per eccellenza utilizzata dai leggendari samurai giapponesi delle epoche passate. In realtà, quella utilizzata dal marocchino bloccato prontamente dai Carabinieri di via Guido da Pisa, nella città omonima, è improbabile sia una katana vera. Nei negozi, o alle fiere è molto facile trovare riproduzioni decisamente fedeli, ma che non potrebbero mai tagliare la testa ad un essere umano, cosa che le katane forgiate nei luoghi appositi, riescono a fare tranquillamente ed anzi era, in passato, una delle loro funzioni principali. Troppo poco affilate e strutturalmente troppo deboli per “riuscire nell’impresa”. Una katana vera, forgiata con i materiali originali e lavorata dai pochi fabbri giapponesi esperti, può arrivare a costare tranquillmaente diverse decine ( a volte centinaia)  di migliaia di euro.

A.S.